SARONNO – E’ stato il partigiano Aurelio Legnani a “salvare” le celebrazioni del 25 aprile saronnese segnate da tafferugli tra polizia di stato e manifestanti e durissime contestazioni all’Amministrazione comunale.

Alle 10 in piazza Libertà erano già presenti tutti i protagonisti di quella che è stata una mattinata davvero campale: le autorità e le associazioni nel corteo ufficiale seguito dal comitato antifascista con un lungo striscione contro la presenza di Forza Nuova in città e dai ragazzi del centro sociale.

Fino all’arrivo in via Carlo Porta tutto si è svolto “normalmente”, con decine di cori, alcuni anche decisamente fantasiosi ed elaborati, contro il sindaco Luciano Porro e l’Amministrazione “responsabili” di sfratti e sgomberi. La tensione è salita quando la coda del corteo, antifascisti e ragazzi dei centri sociali, ha cercato di raggiungere il parco Salvo D’Acquisto dove era in programma la deposizione della corona d’alloro. La polizia ha cercato di bloccare i manifestanti: i giovani ma anche tanti passanti, mamme con passeggino ed anziani in bicicletta hanno così “rotto” il cordone dei poliziotti con caschi e scudi. Con l’obiettivo di bloccare l’accesso al parco i celerini hanno tentato di spingere i manifestanti verso via Caduti della Liberazione e proprio qui sono arrivate le manganellate che hanno ferito due ragazzi alla testa ed un terzo al braccio. Feriti anche due tutori dell’ordine: un poliziotto ha riportato una ferita ad una mano ed un altro è stato morso da un cane.

La polizia è riuscita a riprendere il controllo e a spingere i manifestanti di piazza Caduti della Liberazione dove è arrivato anche il corteo “ufficiale” tra i ironici applausi, fischi e gli insulti. La protesta si quindi spostata sul monumento ai caduti dove i ragazzi hanno impedito il posizionamento delle corone. A nulla sono valsi i tentativi di mediazione della questura mentre il sindaco Luciano Porro è rimasto con quello di Feltre Paolo Perenzin e le autorità cittadine all’altro lato della strada.

A convincere i ragazzi a spostarsi dal monumento a permettere lo svolgimento della parte finale del programma è stato il partigiano Aurelio Legnani che, con il foularino tricolore al collo, è andato a parlare con giovani convincendoli a spostarsi. Parole non tenere quelle del partigiano che ha ricordato ai ragazzi il loro diritto a manifestare ma anche il loro dovere di lasciar parlare tutti.

Non è mancato il colpo di scena con un maxi striscione blu srotolato lungo un palazzo contro il sindaco Porro e la sua Amministrazione targata Pd. Se il partigiano Legnani e il sindaco di Feltre, con la voce rotta dall’emozione, sono riusciti a fare i loro discorsi, in cui non è mancato il ricordo al comandante Bruno, il primo cittadino di Saronno non è riuscito a far sentire le proprie parole alla piazza. I ragazzi con fischi, cori e trombe da stadio hanno reso impossibile ai presenti sentire le parole di Porro che ha letto tutti il suo discorso in cui ha più volte chiesto di “poter parlare prima di essere contestato”.  Del resto il primo cittadino saronnese è stato contestato anche dagli antifascisti che hanno lasciato cadere il proprio striscione ed hanno voltato al schiena al parterre delle autorità per tutta la durata del discorso del primo cittadino. Nel corso dei discorsi un 86enne ha avuto un malore ed è stato soccorso da un’ambulanza della Croce rossa di Saronno.

La manifestazione si è conclusa alle 12,30: il sindaco Porro ha lasciato la piazza scortato dai carabinieri mentre il partigiano Legnani e il sindaco di Feltre si sono fermati diversi minuti a parlare con i ragazzi.

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2 COMMENTI

  1. Un peccato non esserci stato: devo essermi perso la fine dell’amministrazione Porro

    • …nemmeno io c’ero! ..poco importa ma al Luciano oggi è stato presentato il conto! …credo non abbia di che pagare …quindi o “lava i piatti” o ……

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