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03052015 salvini a saronno (1)SARONNO – Sarà Matteo Salvini, in qualità di segretario federale della Lega Nord, a rispondere all’azione civile mossa da due associazioni milanesi in merito ai manifesti realizzati sui 32 profughi che avrebbero dovuto arrivare nell’ex sede staccata del liceo scientifico. 

A metà ottobre l’associazione degli studi giuridici sull’immigrazione e Naga, associazione volontaria di assistenza socio sanitaria e per i diritti di cittadini stranieri stranieri, rom e sinti hanno presentato al tribunale civile di Milano un’azione civile contro la discriminazione (in base al testo unico sull’immigrazione) sulle dichiarazioni comparse su manifesti e a mezzo stampa, con cui la Lega Nord di Saronno ha attribuito la qualifica di clandestini ai richiedenti asilo.

Mercoledì 30 novembre nella prima udienza i responsabili del Carroccio saronnese, in particolare il segretario cittadino Davide Borghi, hanno sottolineato l'”improcedibilità” nei loro confronti, in quanto la sezione saronnese della Lega nord manca di “personalità giuridica”. Ed allora il giudice ha deciso un rinvio alla mattina di mercoledì 8 febbraio quando ad essere citata sarà la Lega Nord di via Bellerio a Milano rappresentata, come prevede lo statuto, dal segretario federale Matteo Salvini.

Dalla Lega Nord di Saronno, assistita dal legale Alberigo Devecchi, preferiscono non commentare questa prima fase anche se il giudice Martina Flamini ha di fatto accettato la linea difensiva scelta dal segretario cittadino Davide Borghi.

L’avvocato delle associazioni che segue il caso è Alberto Guariso, già protagonista a Saronno di una conferenza stampa per presentare l’azione legale:”Niente da obiettare al rinvio deciso dal tribunale, anzi la questione si allarga”. Del resto il legale presentando l’iniziativa aveva più volte ribadito la volontà di suscitare una presa di coscienza. “La nostra base di partenza è che debbano esserci dei limiti anche nel dibattito politico, nel quale non può essere consentito qualsiasi tipo di espressione. Usare certi termini è “discriminazione”, anche sotto la fattispecie delle molestie attribuendo agli stranieri la qualifica di “clandestini”. Quelli che la Prefettura aveva destinato alla struttura di accoglienza di Saronno erano infatti richiedenti asilo.  La qualifica di clandestino contraddistingue un comportamento delittuoso nel nostro Paese e quindi attribuirlo ad una persona significa attribuire un comportamento costituente reato. Ecco dunque spiegato perchè, a nostro giudizio, c’è stata diffamazione”.

02122016

12 COMMENTS

  1. In una Nazione evoluta comanda la Tecnologia.
    In IttagLia comandano gli avvocati ……è quello che ci meritiamo.

  2. Si sciacqua le palle Salvini con sta storia… hanno fatto bene, i clandestini non li vogliamo.

  3. povera italia….come diceva Montanelli l’italia non é un paese povero, é un povero paese.

    comunque finirá in un nulla.

  4. Il problema quindi non è più la mancata accoglienza dei 32 richiedenti asilo a Saronno. Il problema è l’insulto verbale. Scusate se insisto ma che fine ha fatto il progetto della Caritas Ambrosiana? Le suore hanno finalmente richiesta la variazione della destinazione d’uso delle Villette?

  5. Ottimo. Troppo sfizioso che i leghisti siano in causa per diffamazione. Hanno chiamano “clandestini” ai rifugiati e richiedenti asilo. Insomma… grazie a loro, esiste lo stramaledetto reato di clandestinità. Dunque, chiamare qualcuno clandestino se non l’è, è diffamazione! 😀

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