Droga nelle Groane, il sindaco scrive direttamente all’Esercito

dante cattaneo ispeziona la tenda spacciatori groaneCERIANO LAGHETTO – Problema estremo, estrema soluzione. Il sindaco di Ceriano Dante Cattaneo ha deciso di scrivere direttamente all’Esercito italiano per chiedere: «L’invio di truppe al fine di disporre delle esercitazioni sul territorio delle Groane. Visto che il Governo ed il presidente del Consiglio Matteo Renzi non mi hanno mai risposto, ho deciso di riferirmi direttamente ai vertici dell’Esercito». L’aggressiva soluzione è richiesta per arginare il problema dello spaccio di droga che attanaglia i boschi delle Groane, complice anche la facilità di raggiungerli, grazie alla tratta ferroviaria Saronno-Seregno che ferma proprio nella stazione Ceriano-Groane. «Da quando le forze dell’ordine hanno portato un blitz decisivo al boschetto di Rogoredo, altra piazza di spaccio riconosciuta, il problema dello spaccio nelle Groane si è notevolmente acuito: abbiamo bisogno di una soluzione decisiva. Le esercitazioni dell’Esercito nel Parco delle Groane le abbiamo avute fino ad inizio anni ’90, non ci spaventa avere un contingente disposto nell’area, anzi, sarebbe la salvezza per i nostri boschi e la gente che li vive». La missiva è indirizzata al Ministro della Difesa e al comando militare della Lombardia.

Di seguito riportiamo il testo completo della lettera inviata dal sindaco ai vertici militari:

“Gentili signori, con la presente sono a sottoporre, alla vostra attenzione, la proposta di utilizzare le aree boschive del Parco delle Groane per attività di addestramento, con la presenza anche continuativa di personale militare allo scopo di rappresentare un efficace deterrente contro il fenomeno dello spaccio di stupefacenti che ha creato condizioni di insicurezza e disagio ormai non più tollerabili tra i residenti e i frequentatori di queste zone. Questa è la terza lettera che invio nell’ultimo anno ai destinatari che leggono in copia, per denunciare la situazione di grave pericolosità che ormai da qualche anno investe il Parco delle Groane in particolare nel territorio del Comune di Ceriano Laghetto, sul quale sono insediate due stazioni ferroviarie della linea Saronno-Seregno di Trenord. Come già ho avuto modo di illustrare nelle mie precedenti, ahimè rimaste di fatto senza alcun riscontro concreto, si tratta di aree boschive a ridosso di centri abitati, che sono diventate ormai quasi ad esclusiva disposizione di spacciatori di droga e tossicodipendenti, la cui presenza non solo impedisce la normale fruizione degli splendidi ambienti del nostro patrimonio boschivo, ma crea situazioni di degrado oltre che danni notevoli sotto il profilo ambientale, peraltro in un sito di interesse comunitario (Sic) che dovrebbe godere anche della tutela dell’Unione europea, ed è oggetto di devastazioni, abbandono di rifiuti ed incendi di natura accidentale o dolosa, ma sempre riconducibili a queste presenze indesiderate e pericolose sotto vari aspetti, all’interno dei nostri boschi. Come se questo non bastasse, agli episodi di violenza nei confronti delle persone, con rapine, furti e molestie, si aggiungono anche danni procurati ad abitazioni e aziende della zona, con la necessità di interventi continui da parte di Forze dell’ordine. Un quadro inquietante, seppur parziale, della situazione, è stato riassunto nel reportage pubblicato sul quotidiano La Stampa del 17 aprile 2016 e poi ancora dai settimanali nazionali Famiglia Cristiana il 15 ottobre 2016 e L’Espresso il 29 novembre 2016, oltre che a vari servizi televisivi andati in onda sulle principali reti nazionali. Di qui l’esigenza crescente di attivare forme di presidio del territorio straordinarie che, è ormai evidente a tutti, non possono essere garantite con le normali dotazioni d’organico delle Forze dell’ordine locali, alle quali va ancora una volta il nostro sincero ringraziamento per i continui sforzi profusi in una lotta che appare totalmente impari, sia per il numero di soggetti coinvolti, pochi carabinieri e pochissimi vigili per affrontare un “esercito” di spacciatori e delinquenti, sia, soprattutto, per la sproporzione tra lo sforzo e i risultati, quasi sempre vanificati da perversi meccanismi di “presunta Giustizia” che rimettono in libertà dopo poche ore anche soggetti illegalmente presenti sul territorio italiano, privi di fissa dimora e magari persino con precedenti penali specifici. Ormai, tra i miei concittadini e in generale tra i residenti di queste aree, non è rimasto quasi più nessuno a credere ancora nell’efficacia delle normali procedure di controllo ed eventuale sanzionamento dei trasgressori. Ormai sono sempre di più i cittadini convinti della necessità di “militarizzare” questa zona, almeno per un periodo sufficiente a tenere lontani in maniera continuativa spacciatori e tossicodipendenti e poterla così restituire finalmente alle persone per bene, che di certo non proverebbero alcun disagio nell’incontrare nel bosco personale militare con una divisa che rappresenta lo Stato, piuttosto che tossicodipendenti in stato di alterazione o delinquenti pluripregiudicati, spesso addirittura stranieri già espulsi, che minacciano anche mostrando armi, convenzionali e non. D’altra parte, giova ricordare che fino ai primi anni Novanta, in quest’area era attivo un ex-deposito di munizioni dell’Esercito italiano, con relativo servizio di sorveglianza militare. Occorre un presidio costante e numeroso di militari per scoraggiare spacciatori e consumatori e allontanarli da queste zone. Si chiede un intervento eccezionale per portata e durata, come ultimo disperato tentativo di evitare che un’ulteriore larga fetta di territorio di questo Paese finisca nelle mani dei delinquenti e che altri cittadini vengano di fatto privati della libertà di poter utilizzare in tranquillità i mezzi pubblici, camminare verso la stazione, passeggiare nel parco, recarsi in visita al cimitero, luoghi improvvisamente diventati ad alto rischio per l’impossibilità di allontanare soggetti pericolosi, spesso già fermati, denunciati o addirittura condannati ma ugualmente lasciati nelle condizioni di portare pericolo ad altri. Si chiede pertanto di attivarsi per utilizzare la vasta area boschiva del Parco delle Groane, attorno alle due stazioni ferroviarie nel territorio di Ceriano Laghetto, per attività di perlustrazione, pattugliamento, esercitazioni continuative, sul modello di quanto riferito dalle cronache nazionali a proposito del Parco di San Rossore-Migliarino (Pisa), concesso in uso alla Brigata paracadutisti Folgore per attività di addestramento. Da parte mia, garantisco la massima collaborazione a livello comunale a sostegno dell’iniziativa che ritengo al momento l’unica reale e concreta possibilità per migliorare significativamente la situazione, stante i silenzi e la sostanziale inefficacia degli interventi finora adottati”.

11122016

11 Resposte a Droga nelle Groane, il sindaco scrive direttamente all’Esercito

  1. Lars

    11/12/2016 a 8:20 am

    Al prossimo giro…la NATO..

    • gio

      12/12/2016 a 12:36 am

      Visto che tutti quelli a cui ha scritto fino adesso in un modo o nell’altro se ne sono lavati le mani direi che non ha altri mezzi che rivolgersi direttamente all’esercito.

    • alfredo

      12/12/2016 a 11:55 am

      tra il “provare qualcosa” e il “non fare mai nulla” è sicuramente meglio provare qualcosa… ma è un concetto difficile per i sinistrorsi distruttori dell’Itaglia.

  2. Anonimo

    11/12/2016 a 9:10 am

    Bravo Dante,
    Gli spacciatori hanno scritto l’inferno,

    Speriamo che con questa tua ulteriore iniziativa
    Ci sia la possibilità di scrivere se non il paradiso almeno il purgatorio.

    Marco

  3. Edo

    11/12/2016 a 10:04 am

    Dovrebbe farlo anche Fagioli. Visto che la sua sicurezza si basa su due vigilantes inefficiente(visto che si guardano le vetrine dei negozi) pagati x cosa? La zona stazione si spaccia a qualsiasi ora e il sindaco di Saronno non fa nulla per porre rimedio. È vergognoso. Fagioli sveglia.

  4. Anonimo

    11/12/2016 a 12:09 pm

    E chiedere ai nostri Politici di fare delle Leggi che portino in galera senza alcuna scappatoia . Leggi che conducano ad una pena certa da scontare senza benefici vari …almeno per i recidivi.

    • anonimo

      12/12/2016 a 11:58 am

      sarebbe bello… ma per questo bisognerebbe cambiare i “nostri politici”, soprattutto quelli che ci stanno governando! … oddio governando (ahahahahahah)

  5. non se ne puó piú

    11/12/2016 a 8:09 pm

    sono le leggi che vanno cambiate

  6. Anonimo

    12/12/2016 a 11:56 am

    Chiama il tuo amico Putin!

  7. Risorsa

    12/12/2016 a 12:28 pm

    Mi è capitato settimana scorsa (domenica mattina a mezzogiorno) di passare dal crossdromo…. Andavo in direzione Cesano e davanti a me avevo un Audi A3 nera… Finita la recinzione del crossdromo, dove c’è uno spazio nella banchina l’audi si è fermata in mezzo alla strada e con me dietro, senza farsi troppi problemi, è uscito il “marocchino” e gli ha passato la roba….

    Non mi sembra il caso, ma sarebbe da sparare a vista!

  8. Anonimo

    13/12/2016 a 12:02 am

    Sparare a vista ma a chi si è fermato perché il primo vero problema è chi consuma che andrebbe punito ma non si fa forse perché sono italiani e così dette “brave persone”. Se non c’è richiesta gli spacciatori chiudono. Ma di questo nessuno parla molto più semplice parlare dei marocchini. Rogoredo dovrebbe essere d’esempio è stato ripulito ma il problema rimane si è solo spostato perché la richiesta è tanta.