UBOLDO – Gli esperti del Ris di Parma sono all’opera nell’analisi dei bossoli della sparatoria avvenuta nel pomeriggio di sabato 31 dicembre in piazza degli Alpini, all’ingresso posteriore del cimitero.

Mentre procedono nel massimo riserbo le indagini dei carabinieri della compagnia cittadina guidata dal capitano dei carabinieri Pietro Laghezza sono in corso gli accertamenti “scientifici” per capire se l’arma usata è già “nota”. Elemento che potrebbe portare indizi utili anche per identificare il proprietario e chi l’ha usata.

Secondo quanto ricostruito nella prima fase delle indagini dai militari tutto sarebbe iniziato intorno alle 14,30 quando un uomo con il volto coperto da un cappuccio avrebbe sparato 5 colpi in direzione del 30enne che stava lavorando alla propria bancarella per la vendita di fiori. Colpito di striscio ad un polpaccio l’ambulante, originario del Bangladesh regolarmente in Italia da cinque anni e residente a Caronno Pertusella, ha chiamato un conoscente che è corso in suo aiuto mettendo in moto la macchina dei soccorsi.

Al momento non sono trapelate indiscrezioni sulle possibili piste che stanno seguendo i carabinieri. Tra gli elementi al vaglio anche un possibile legame con quanto accaduto nel dicembre 2015 quando l’ambulante trentenne era già stato preso di mira mentre lavorava al cimitero di Uboldo. L’uomo era stato aggredito e malmenato da due persone in via Per Origgio.
Sul vicenda, che ha scosso profondamente la comunità uboldese, è intervenuto anche il primo cittadino Lorenzo Guzzetti.

03012017