SARONNO – Dura presa di posizione di Ambiente Saronno contro il falò previsto per il secondo anno la sera del 17 gennaio nell’ambito della rievocazione storica legata ai festeggiamenti per Sant’Antonio.

“Considerando i diversi studi e considerando la forte incertezza nel giungere ad una stima realistica (variazione di qualità della legna, di temperatura e umidità della stessa), valutando che il falò è una combustione che si avvia all’aperto con legna fredda e umida siamo nelle condizioni più lontane possibili dalla combustione ideale – spiegano gli attivisti sulla propria pagina Facebook – Un falò di ridotte dimensioni (1 ton) immette quindi nell’aria 20 Kgpm10/ ton, pari all’emissione annua di 24 autovetture medie, che percorrono 15 mila chilometri o di 5 mesi di quattro automezzi pesanti che percorrono 35 mila chilometri l’anno”. Ma non solo: gli ambientalisti per dare un altro parametro e condannare l’iniziativa sottolineano come il falò inquini come “un mese di attività di tutte le pizzerie della città”

Del resto Ambiente Saronno ha più volte rimarcato la scarsa attenzione dell’Amministrazione comunale per il problema dell’inquinamento atmosferico stigmatizzando anche la mancata adesione all’ultimo protocollo regionale che impegna i comuni che vi aderiscono ad agire su diversi fronti proprio per cercare di ridurre l’impatto della vita cittadina sulla qualità dell’aria. Non a caso la protesta contro il falò di Sant’Antonio, che era stata realizzata anche in occasione del debutto lo scorso 17 gennaio 2016, è accompagnato dal lancio dell’hashtag “#cisiamorottiipolmoni”.
“Non vogliamo – la semplice risposta degli organizzatori dell’evento – in nessun modo polemizzare o alzare i toni. L’obiettivo della nostra manifestazione è quello di far vivere le tradizioni di una festa invernale contadina tra cui anche il falò. Non è certo questo evento a provocare l’inquinamento atmosferico di Saronno o a pregiudicare la qualità della città”.

11012017

29 COMMENTI

  1. Siamo in un periodo di vera emergenza ambientale per la qualità dell’aria, le regole vietano di accendere falò, quindi sì, bisognerebbe dimostrare un minimo e dico UN MINIMO di attenzione in più per il problema ed evitare falò.
    La solita scusa “non è certo questo evento a provocare l’inquinamnto di Saronno” non regge assolutamente, perché SI, se tutti ragionano così è chiaro che la situazione non migliora mai.

    • parliamo anche dei camini accesi spesso inutilmente ovvero per questioni estetiche e delle stufe a pellets?

      si preoccupino della cittá che sta morendo ed é sporca ed imbrattata come poche altre.

    • Sono sempre dell’idea che sarebbe meglio chiudere tutte le pizzerie con forno a legna e effettuare i controlli sugli impianti di riscaldamento domestico.
      Il falò è una tradizione che va mantenuta, il kebab sulla pizza è d’importazione e se ne può fare tranquillamente a meno.

    • Ma cosa dici……..adesso un falò è male supremo !!! 😭😭😭😭😭😭😭😭😭😭😭

      • Non uso mai la macchina al massimo il sabato. Quindi da parte mia faccio il possibile.

  2. Non è mai solo un evento che provoca i danni..
    È come per il colesterolo, non è l’ultima salamella che ti fa venire l’infarto, è tutto quello che hai mangiato prima
    Veramente poco Informati e pronti a tutto pur di fare il falò, che dura cinque minuti e ci intossica per sempre

  3. Eccola l’ennesima cretinata di questi gruppi della sinistra salottiera saronnese e non , che pretendono di vietare tutto a tutti in nome di ridicole istanze… Sono gli stessi che vanno a farsi la settimana bianca usando le loro potenti auto per arrivare sulle piste da sci innevate artificialmente dai cannoni sparaneve!
    Però se a Saronno si riprende una tradizione come il falò allora levata di scudi…. Poveretti pensano ancora di avere un assessore che iscritto ai loro circoli…. Mi spiace per lor signori….
    E chissà se coperti da sciarpe e cappelli si mischieranno tra il popolo ignorante per assistere al falò, oppure resteranno al caldo nei loro lussuosi appartamenti del centro cittadino!
    Poveretti….

  4. Convertiamo le pizzerie con forno gas/elettrico visto che inquinano sempre allo stesso modo per tutto l’anno.
    E si sa che l’inquinamento una volta prodotto è prodotto.

  5. Si faccia il falò e a compensazione si chiudano le pizzerie per un mese!
    Come già detto sopra, non è un evento che provoca il problema. Da esterno alla vita politica e cultural-sociale della città vedo un po’ di strumentalizzazione riguardo al falò.

  6. se inquina cosi tanto facciamolo tutti i giorni e fermiamo tutte le macchine e i pullman fino al 30 aprile
    sai che bello una saronno senza una macchina e un pullman. tutti fermi anche i taxi, se vuoi prendi la bici altrimenti usa il vecchio metodo medioevale del carretto.
    dedico a tutti gli ambientalisti l’inno del corpo sciolto di Benigni in modo tale che possa far luce sulla vera emergenza mondiale
    ip man

    • Anziché dare come al solito la “colpa” agli ambientalisti, visto che non fanno altro che mettere in luce il problema, sarebbe opportuno cominciare a capire che stiamo parlando di una cosa seria. Nessuno chiede e ovviamente propone un blocco totale, ma è ovvio che servono urgentemente investimenti per dare alternative alle persone! Alternative ai tantissimi pendolari che per lavoro magari usano la macchina perché non hanno altre possibilità. Investimenti atti a dare parcheggi ampi e sicuri dove lasciare il proprio veicolo, treni capienti quel che serve in orario e con orari spesso migliori, altri servizi pubblici da sempre tagliati e osteggiati ma che oggi sarebbe utilissimi. Insomma portare a ridurre almeno il parco circolante di vetture. Purtroppo abbiamo uno Stato che guadagna tantissimo dall’uso delle auto/trasporti su gomma tra carburanti, autostrade, tasse, accise, eccetera quindi tutti fanno finta di non sentire. Ovvio che nel nostro territorio paghiamo anche un’urbanizzazione eccessiva, senza equilibri (centri commerciali a distanze ridicole) che portano una particolare concentrazione di traffico.
      Qui si è messo in luce un semplice esempio di come quanto meno evitare di mandare in aria altri veleni. Non fare un falò. Neppure a quello si vuole rinunciare? Nessuno ha chiesto un blocco totale fino al 30 aprile.

      • Ma si gli ambientalisti hanno ragione: il progresso inquina fermiamolo: niente auto, niente autobus niente riscaldamento. Torniamo al medioevo….ops no non si può il falo e la stufa a legna inquinano…..quindi ? potremmo andare tutti su marte…..Sarebbe bello che gli ambientalisti ci spiegassero come dovremmo vivere senza mobilità privata, senza trasporti pubblici, senza riscaldamento, senza telefonini, senza internet (produrre la fibra inquina e i server bruciano energia ), senza frigoriferi ecc…..

  7. Ma quanto scalpore per un falò di 15 minuti! Ma nessun problema contro la decisione di aumentare il numero delle macchine posteggiate in centro! Quanti permessi per posteggiare in piazza Riconoscenza! E questi permessi valgono per tutto l’anno!!!

  8. sono anche queste le cose che ci dicono che per la vecchia europa ormai non c’è più speranza

  9. ma se è l’unica occasione in cui i saronnesi possono vedere il sindaco, questo sconosciuto. lui ama fare il fuochista

  10. ..fate la somma dell’impatto della quotidiana flatulenza di massa e forse scoprirete che impatta sull’ambiente..

  11. ..suggerisco ai solerti ambientalisti di fare il calcolo dell’impatto della quotidiana flatulenza di massa a livello globale e proporne il bando.. sicuramente salveranno il mondo..

  12. Allora chiudiamo tutti i forni a legna delle pizzerie, che credo solo a Saronno, in un solo giorno tra pranzo e cena, emettono gli stessi inquinanti del falò

  13. Il falò è tradizione mantenuta da numerosi comuni della Provincia.
    Legambiente si muove ovunque o solo a Saronno per convenienza politica?

  14. E’ veramente irritante leggere questi commenti inutili su un falò che dura un paio d’ore , realizzato con legna secca e pulita e vedere bellamente ignorato il problema degli incendi dolosi che stanno distruggendo da pochi anni un patrimonio boschivo ,importante e tutelato, come il Parco Groane .
    Ecologisti di alto livello , che si tengono alla larga dai veri problemi (che non sanno /non vogliono risolvere ) ma sono campioni mondiali di chiacchera inconcludente .

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