SARONNO – “La costruzione del park “Snow dome” ad Arese è la dimostrazione che il nostro progetto presentato nel 2015 era ciò che di più attuale esistesse sul mercato della bonifica di aree dismesse. Quando alcuni vecchi politici saronnesi e tanti “caproni” si affrettarono a boicottare e deridere il nostro progetto di rilancio cittadino portando a Saronno il parco di “Peppa Pig” e di “Shreak” noi spiegammo che il mercato ludico e artistico non è in crisi ma è l’unico in continua espansione”.

Inizia così Luciano Silighini Garagnani, già candidato sindaco a Saronno con il movimento “L’Italia che verrà”, sui piano di espansione dell’area commerciale e di svago della vicina Arese.

I risultati sono oggi evidenti. Saronno si fece scappare il “Peppa pig park” finito a Bergamo e con lui migliaia di posti di lavoro che in questi due anni sono nati nel parco che ha avuto un aumento di visitatori e quindi di introiti dell’oltre il 25 per cento in confronto ai mesi prima. L’errore più clamoroso è stato perdere lo “Shreak avventures”. Ho portato anche il gruppo di imprenditori a visionare gli spazi dinnanzi alla stazione ma i politici ciechi e sordi facendo finta di nulla hanno lasciato andare il parco vicino a Londra. Migliaia di posti di lavoro ,incassi record al punto che entro il 2020 sorgeranno li altri 5 parchi tematici. Questo ha perso Saronno.”Saronno non è un luna park” era la scritta che girava su alcuni manifesti contro di me, ma mai come oggi appaiono stupidi e non lungimiranti. A Bergamo parco, lavoro e denaro; a Londra parco, lavoro e denaro; ad Arese parco, arriveranno denari e posti di lavoro; a Saronno degrado, spacciatori, orde di extracomunitari nullafacenti sulle panchine con la birra e il vino in mano. La Saronno dei vecchi politicanti è questa. Un dormitorio e una città di zombie degna di “Walking dead”.

21042017

11 COMMENTI

  1. Bravo Silighini saronno non merita di finire come è oggi. Lei è la persona che può farci rinascere

  2. Grandi idee che in una citt come saronno ovviamente non sono state capite. Cittadini ottusi

  3. Io pensavo che la grande storia di Saronno ci obbligasse a progettare per la città un futuro di industria di qualità, tecnologia, innovazione, conoscenza e cultura. Un futuro di eccellenza nell’istruzione scolastica, nella sanità, nei servizi,
    Invece questo tizio mi prepara un futuro di baracconate varie.
    Questo succede a far fare politica a chi, come questo tizio, forse non ha mai aperto un libro in vita sua.

  4. Sì però vedo un paio di piccoli problemi:
    1) Le aree erano di pertinenza privata
    2) Non è fisicamente possibile realizzare un parco a tema nell’area centrale di Saronno, a livello logistico porterebbe una tale massa di traffico da non essere compatibile con gli spazi disponibili.
    Non a caso, la presunta idea della pista da sci sorge in un’altra area dove si è realizzata una struttura atta a ricevere un gran numero di automobili.

  5. Qualche precisazione.

    Leolandia è un parco divertimenti che si trova in provincia di Bergamo. Nato nel 1971 con il nome di Minitalia, nel 1998 ha cambiato nome in FantasyWorld Minitalia, nel 2007 in Minitalia Leolandia e, dal 2014, solamente Leolandia. In questi abbondanti 45 anni, ha cambiato più volte proprietà e gestione. Oggi è uno dei parchi divertimento più grandi d’Italia, sicuramente dell’Italia del nord ed offre una quarantina di attrazioni per tutte le età.

    Tra queste c’è “Peppa Pig”, che con la sua peculiarità di essere dedicato solo ai piccoli, è un “di cui” che nessuno può garantire sopravvivrebbe senza le altre 39 attrazioni di Leolandia. Come non sarebbe sopravvissuto a Saronno.

    I Saronnesi posso quindi stare tranquilli: non hanno perso nulla dicendo no a Silighini. Tanto meno una occasione di riqualificazione delle aree dismesse centrali.

    Se poi Saronno sta diventando un “Un dormitorio e una città di zombie degna di “Walking dead” lo si dovrà forse a chi la sta amministrando.

  6. Ma la tovaglia della cucina di Silighini era indispensabile nella foto?
    Gli da un tocco di classe effettivamente…

  7. Ma convertire le aree dismesse in parchi pubblici no? La mancanza di verde mi sembra il principale problem.di.questa città

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