Silighini: “Souvenir del Duce? Che il Parlamento si occupi di cose serie!”

SARONNO – “Se non fossi seduto sulla sdraio al mare ma fossi a casa impegnato in cose più serie eviterei di entrare in un argomento che reputo fuori dal tempo e vergognoso che occupi il lavoro di parlamentari eletti per pensare ai cittadini nel 2017: il fascismo”. Inizia così un comunicato del saronnese Luciano Silighini Garagnani del movimento “L’Italia che verrà”,che pubblichiamo in sintesi, su uno dei temi di maggiore attualità nazionale in questi giorni, ed anche in risposta alla presa di posizione di Riccardo Galetti della lista “Saronno bene comune”.

Ho apprezzato il consigliere comunale di Saronno ed amico Alfonso Indelicato che ha espresso parole logiche, reali su ciò che il fascismo ha rappresentato. In Italia il Popolo era fascista e lo erano probabilmente anche i nonni di chi si sdegna per chi oggi parla del Duce in modo positivo ricordando la grandezza di ciò che ha fatto per la Patria; dagli acquedotti alle strade, dalle leggi per la tutela della maternità a quelle per il fanciullo e lo Stato sociale. Molto di ciò che oggi ha la nostra Nazione di apprezzato è figlio di quell’epoca. Mussolini diceva che il fascismo muta nel tempo, si allinea alle epoche. Oggi quel fascismo non esisterebbe più e non ci potrà essere legge che possa cancellare quell’idea che fu la più mediterranea ed europea delle idee.

Il fascismo muta e rimbalza nei secoli. Lo scriveva a Giulino il Duce stesso prima di cadere per mano dei partigiani del Cln. A Giulino moriva l’uomo e si fortificava il mito che resiste ed esisterà sempre. Chi parla oggi di olio di ricino, di leggi razziali, di morti e tralascia ciò che il fascismo è stato e tuttora è per molti italiani è lui stesso fuori dalla storia più di chi oggi sogna il ritorno del Duce in piazza Venezia.

Togli il volto del Duce dalle vetrine dei tanti negozi che grazie a quei souvenir arrivano a fine mese? E che dire di Fidel Castro e Che Guevara?

14072017

7 Resposte a Silighini: “Souvenir del Duce? Che il Parlamento si occupi di cose serie!”

  1. Marco c Rispondi

    14/07/2017 a 7:32 am

    Devo smentire il noto politicante. I miei nonni non erano fascisti e nemmeno i figli e i nipoti.Il fascismo é stata una dittatura, ha negato ogni libertà e ha soffocato ogni immaginario di rivoluzione.Basta con questa retorica del fascismo che continuate a rivendicare, le dittature servono al potere per scatenare guerre fame e miseria.Nostra patria è il mondo intero- nostra legge la libertà e un pensiero ribelle in cor ci sta .un caro saluto a tutti gli amanti della libertà.

  2. Anonimo Rispondi

    14/07/2017 a 7:39 am

    “Se non fossi seduto sulla sdraio al mare ma fossi a casa impegnato in cose più serie …”
    🙂

  3. Ma sei serio? Rispondi

    14/07/2017 a 9:01 am

    Neanche i miei nonni e bisnonni eran fascisti, anzi, erano perseguitati perché non aderenti alla “più mediterranea ed europea delle idee”.

    A Giulino di Mezzegra si è consumata una giusta vendetta, contro il responsabile di vent’anni di miseria e fame.

    Ogni elogio del fascismo, sia esso ammantato di retorica o truculenza, va preso per quello che è: una difesa dell’autorità contro la libertà; della morte contro la vita.

    Basta lasciare spazio a chi apre la bocca solo per dare aria alle corde vocali!

  4. Alfonso Indelicato Rispondi

    14/07/2017 a 9:02 am

    Hai toccato, caro Luciano, due argomenti distinti ma collegati: quello della ricollocazione del fascismo – con i suoi aspetti positivi e le vicende negative cui diede luogo – all’interno della storia patria dalla quale è oggi espunto, e quello della reviviscenza di un antifascismo che non è tanto di maniera, ma funzionale all’esigenza di camuffare le immense difficoltà in cui il regime attuale si dibatte, per sua responsabilità. Sull’una e l’altra cosa, come su altre, siamo d’accordo.

  5. vladimiro Rispondi

    14/07/2017 a 11:45 am

    Allora riabilitiamo anche Adolf Hitler. Dopotutto costruì le autostrade

    Il dibattito Silighini Indelicato me lo potevate risparmiare.

  6. Giuseppe Rispondi

    14/07/2017 a 10:04 pm

    chi parla di fascismo in modo positivo non ha certamente vissuto in quel periodo. Ora si ritiene informato avendo letto solo scritti di parte (allo stesso modo di certa gente di sinistra), ma chi ha vissuto anche pochi anni di quel periodo vi assicuro che non lo rimpiange anzi al solo mormorarne il ricordo, viene da tremare. Se volete mettere sulla bilancia da una parte ciò che il fascismo ha fatto nei primi anni e dall’altra ciò che la dittatura ha prodotto in seguito, c’è da rabbrividire vedere e sentire chi lo rimpiange!

    • Mah Rispondi

      15/07/2017 a 2:59 pm

      No caro Giuseppe. A me i vecchi hanno sempre detto proprio il contrario. E cioè che fino all’entrata in guerra si stava proprio bene in Italia

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