SARONNO – “E’ vero, sono oramai un pò di mesi che il Pd ha acceso i riflettori sulla gestione dei Servizi sociali della città. Non certo per denigrare o strumentalizzare politicamente quanto esposto, come de

tto dall’assessore Tosi, ma unicamente per far conoscere alla cittadinanza quali siano le priorità dell’attuale Giunta ovvero quali siano i settori o i servizi ove ci sia maggiore disattenzione.
Nessuno di noi vuole parlare male o mettere in dubbio l’impegno profuso dal personale del settore, a cui va tutta la nostra riconoscenza. Il nostro obiettivo è quello di sottolineare la distanza tra le scelte politiche compiute dall’Amministrazione e la realtà dei bisogni emergenti a livello sociale e di prevenzione”.

Inizia così la replica del consigliere comunale del Pd Nicola Gilardoni all’intervento di Gianangelo Tosi sul tema dei Servizi sociali al centro di un vivace confronto anche in consiglio comunale.

“Nessuna “teatrale messa in scena”, come dichiarato dall’assessore Tosi è andata in onda nell’ultimo consiglio comunale ma, lo ribadiamo ora con forza, solo la denuncia che dalla relazione sull’attività svolta dai Servizi Sociali, dopo i primi sei mesi di gestione 2017, era scomparsa un’intera area, quella relativa agli interventi integrativi e sostitutivi familiari per l’area minori, che invece era presente nella stessa relazione collegata al bilancio di previsione.

Il mio intervento era teso a capire se si fosse avviata una fase di smantellamento dell’area minori e se fossero state valutate le conseguenze di questo stato di abbandono per il futuro dei minori presi in carico, che necessitano di un percorso di assistenza lungo e difficile. Già in passato avevamo denunciato questa progressiva mancanza di attenzione, di riduzione delle risorse umane dedicate e di diminuzione di intensità degli interventi ma tutto continua, forse anzi peggiora, senza che si intervenga per ricondurre il servizio a dare compiuta risposta ai bisogni dei minori e delle loro famiglie.

Forse bastava che l’assessore Tosi rispondesse “ci scusiamo, ci siamo dimenticati … è stato un errore”. Invece all’intervento ha avuto una reazione scomposta dove è stato solo capace di affermare che alla sua nomina ha trovato una situazione di grave stallo e disorganizzazione, dando di fatto degli incapaci ai dirigenti e all’assessore che lo aveva preceduto e ripetendo più volte che Gilardoni non capiva nulla e che avrebbe dovuto documentarsi.

Reazione scomposta che continua nella replica a mezzo stampa dove parla di tutt’altre cose rispetto a quanto emerso in consiglio comunale (anche in questo caso addossando le colpe a terzi, ovvero alla Regione Lombardia, colpevole di aver ridotto i finanziamenti) fino ad arrivare a paventare l’affidamento di strani incarichi per l’esecuzione di uno studio sul funzionamento dei servizi comunali, lamentandone l’onerosità, per poi vantarsi di agire ora, senza spendere soldi pubblici e di praticare iniziative di riorganizzazione interna degli uffici a livello sperimentale.

Ci chiediamo se l’assessore comprenda che la sua bella sperimentazione a “costo zero” (tutta da verificare) è fatta sulla pelle dei minori, che non sono delle pratiche ma esseri umani, fragilissimi, dove ogni minimo cambiamento può compromettere un percorso di recupero e di prevenzione di maggiori devianze.

Per la cronaca e per dare una corretta informazione ai cittadini l’incarico dato alla società esterna (D.G.C. 239 del 13.12.2012) era legato allo ridefinizione della dotazione organica ottimale di tutto il personale del Comune, ha avuto un costo di euro 14.050 e scaturiva dalla necessità di avviare una riorganizzazione della struttura, in previsione dell’uscita imminente del Dpcm che doveva determinare i parametri di virtuosità degli Enti Locali, atto indispensabile per qualsiasi politica futura di gestione delle risorse umane.Oltremodo legato a sollecitazioni legislative riguardanti: la riduzione del fabbisogno di personale per tutte le Amministrazioni pubbliche, il blocco del turn over, la necessità di garantire i servizi a risorse umane decrescenti perché non sostituibili.

Soldi pubblici spesi oculatamente e opportunamente, diversamente da quello che l’attuale amministrazione sta dimostrando, bastino ad esempio i costi sostenuti per: lo staff del Sindaco, l’addetto stampa, l’organizzazione della corsa 3 Valli Varesine, l’acquisto del terreno per l’area feste.

Forse l’Assessore Tosi ha la coda di paglia? O forse non vede al di là del suo naso e non accetta che qualcuno disturbi il manovratore? O forse vuole sviare l’attenzione, strumentalizzando quanto denunciato e lanciando dubbi e accuse prive di fondamento? O forse è solo autoreferenziale?

14072017

6 COMMENTI

  1. Più che parlare parlare direi non idoneo a quel ruolo e non essendo di saronno non conosce la realtà locale.

    • Il tema è la gestione dei casi coinvolgenti minori. Mi spiega cosa cambia se l’assessore è di Saronno, Caronno o Canicattì?
      Dovrà dettare un indirizzo politico al dirigente il quale, nel rispetto delle leggi, si occuperà di gestire il servizio.
      Il resto è dialettica politica di un PD che in cinque anni ha speso cifre significative in appalti esterni per figure professionali di dubbia utilità.

      • Certo ma se non conosce la città , la materia… risulta non adatto al ruolo ed non è un bel esempio da proporre in un settore primario.

  2. Da quando tosi è assessore i servizi sociali sono stati bistrattati. Dipendenti trasferiti e quei pochi rimasti inascoltati e messi in condizione di lavorare male

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