Italia record di giovani neet, Guzzetti: “Mancano le idee chiare”

UBOLDO – “Il grosso limite che personalmente vedo oggi nei ragazzi è quello che sta scritto nella seconda card: «Ho fatto un istituto turistico aziendale a Milano – racconta al telefono – mi sono diplomato ma non avevo affatto le idee chiare su cosa volevo fare dopo» Ecco. Questo manca. Le idee chiare”.

Inizia così la riflessione condivisa dal sindaco Lorenzo Guzzetti sulla propria pagina Facebook in merito al record italiano dei ragazzi «neet» con uno su cinque non studia e non lavora.

“Molti ragazzi arrivano ai colloqui ma non sanno nemmeno loro esattamente perché sono lì, non hanno idea loro per primi di quello che vogliono fare. E questo complica tutto perché al primo impatto con il mercato del lavoro essi fuggono, qualsiasi sia il lavoro.
C’è poi un’altra falsa chimera che è il “volontariato pagato”: sia in false associazioni onlus (che guardate, sono tantissime!), sia in lavoretti che appunto ti fanno entrare e uscire dal mercato del lavoro ma che non ti stabilizzano mai. Quando colloquio questi ragazzi io parto sempre da una domanda semplice ma devastante: “ma tu, cosa vuoi fare da grande?”
Su 100 ragazzi forse nemmeno 10 mi rispondono. E’ questa la vera piaga sociale.
Poi se volete parliamo anche degli strumenti sbagliati e bla bla bla, ma innanzitutto partiamo e ripartiamo dalla persona. Faccio sempre l’esempio di Masterchef: tanto mi piace quel programma come telespettatore, tanto da professionista lo vedo come un incubo.
Ma quanta gente investe (anche perché per arrivare solo tra i primi 100 devi aver investito dei bei soldini…) perché vuole rifarsi una vita? Ma è normale questo?
Possibile che ragazzi di 29, 30, 35 anni, anche già lavoratori nel loro settore scoprono solo a quell’età cosa vogliono fare?

21072017

Una risposta a Italia record di giovani neet, Guzzetti: “Mancano le idee chiare”

  1. Anonimo

    21/07/2017 a 12:20 pm

    ma vale la pena di fare commenti in questo giornale se appena si disturba l’amico Guzzetti scatta la censura?