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Licata pubblica il cedolino: “Ecco quanto costa un consigliere a Saronno”

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SARONNO – Francesco Licata, capogruppo cittadino del Pd, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook i compensi ottenuti dal Comune di Saronno per la sua attività di consigliere comunale con una riflessione.

Ecco il testo integrale

“Questo è quanto percepito nella prima metà del 2017 per la mia attività di consigliere comunale, ben 181,19 Euro (ergo circa 360 euro all’anno). Penso sia giusto pubblicarlo non tanto per una questione di trasparenza, perché spesso in nome di questa si cade nel voyeurismo, ma perché vorrei che tutti quelli che pensano che ci “arricchiamo alle spalle dei cittadini” piuttosto che quelli che sostengono che siamo “supportati da staff o da uffici specifici in comune pagati con i soldi nostri” si avvedessero e prendessero coscienza del fatto che il servizio dedicato alla comunità per il quale leviamo tempo alle nostre famiglie o al nostro lavoro piuttosto che alle nostre passioni o ai nostri amici costa 360 euro (circa) all’anno.

Scrivo “costa” e non “vale” perché per me non ha valore quello che faccio e penso che sia uno degli elementi fondanti che quotidianamente mi fa guadagnare il rispetto di me stesso.

La politica quando è servizio e passione è un valore e non un costo. So che per alcuni, probabilmente troppi, non è così, ma lo è per me e per moltissimi altri.

15 COMMENTI

  1. Art. 50 dello Statuto Albertino: “Le funzioni di Senatore e di Deputato non danno luogo ad alcuna retribuzione o indennità”.

    Il Senato sabato 29 giugno 1861 respinge il progetto di legge del Senatore Roncalli che vorrebbe concedere viaggi gratuiti in treno ai parlamentari italiani.
    Fra le motivazioni spiccano le seguenti frasi:
    “Sarebbe il primo privilegio che l’Italia unita concederebbe ai propri rappresentanti, per lo svolgimento delle loro mansioni.”
    “Servire il Paese è un privilegio, da vivere come un dovere.”

    • questo giornale è proprio fazioso: non capisco perchè si voglia citare sempre e comunque Alberto Paleardi, adesso addirittura con la scusa di questo “statuto albertino”. Basta dare visibilità a Paleardi!

    • Si dimentica che il diritto di voto era censitario, ovvero solo i cittadini più abbienti potevano adire alle cariche politiche e che quindi non avevano necessità di uno “stipendio” statale. Peraltro molti deputati e senatori dotati di un ingente patrimonio personale, furono implicati in scandali economici. Ad esempio nello scandalo della Banca Romana svoltosi tra il 1892 e il 1894 relativo ad alcune attività illecite della Banca Romana furono coinvolti anche ministri e parlamentari, in particolare della Sinistra storica, lo stesso Giolitti, all’epoca ministro del tesoro del governo Crispi e in particolare il senatore Leopoldo Torlonia. Oggi l’elettorato passivo e attivo sono avulsi dal censo e uno “stipendio” è necessario perché le attività parlamentari, se effettuate onestamente, impediscono di svolgere le attività lavorative dei soggetti eletti, impedendo loro di avere il necessario reddito di sostentamento.

  2. sarebbe stato un ottimo post (finalmente!) se avesse tralasciato l’ultima frase in neretto… e invece,
    banale e inutile come sempre.

  3. Davvero il compito di consigliere comunale è gravoso: devi studiare e prepararti sugli argomenti che saranno discussi in consiglio che può durare fino a notte inoltrata e il giorno dopo devi andare al lavoro, poi ci sono le riunioni pre-consiglio per discutere e concordare la politica comune poi devi partecipare alle commissioni, presenziare alle cerimonie pubbliche ed altro ancora, tanto tempo sottratto alla famiglia e il compenso non basta neppure a coprire le spese. Occorre davvero tanta passione e dedizione per il pubblico interesse nella quasi totale indifferenza dei cittadini. Quante volte ho presenziato a consigli comunali trovandomi fra il pubblico con i soliti quattro gatti.

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