GERENZANO – Saranno gli esperti dell’Università di Pavia, competenti per questo genere di situazioni, a cercare di dare un volto e un nome ai resti umani trovati sabato sera sull’argine del torrente Borrente a Gerenzano a poche decine di metri dal confine con Rescaldina.

Dai primi rilievi l’ipotesi, al momento non confermata, è che si possa trattare di un uomo e che il corpo possa essere stato, nei corso degli ultimi mesi, trascinato dall’acqua. Del resto quando sabato sera un cercatore di funghi l’ha trovato era incastrato tra un tronco e dei rovi. Non a caso le operazioni di recupero sono state decisamente lente e complesse. I rilievi della scientifica iniziati sabato sera ma ben presto bloccati per l’oscurità sono ripresi alle prime ore di domenica ma solo alle 11,30 l’operatore funebre ha preso in consegna la salma. Sul posto oltre ai carabinieri della compagnia di Saronno che hanno presidiato la zona senza sosta dal momento del ritrovamento anche i vigili del fuoco che si sono occupati di liberare i resti. Si tratta soprattutto di ossa mummificate.

In attesa degli accertamenti sul corpo che potranno fornire oltre al dna e magari anche informazioni sulle cause della morte anche se sembra difficile visto che sono rimaste principalmente ossa mummificate. Ad essere analizzati saranno anche alcuni rifiuti ed elementi trovati accanto al luogo del ritrovamento. 

16102017