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“Non chiamatelo amore”: a Cislago convegno antiviolenza per studenti e non solo

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CISLAGO – In occasione della celebrazione della “Giornata mondiale dei diritti della infanzia e dell’adolescenza” e della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, l’associazione “Amici dell’infanzia”, organizza una conferenza gratuita dal titolo “Non chiamatele amore” per ragazzi delle scuole secondarie, cittadini, genitori, docenti ed educatori. Al convegno, che si terrà venerdì 24 novembre alle 20.45, nella sala “Don Luigi Monza” di via Pietro Erba 112 a Cislago, patrocinato da Provincia di Varese, Unicef e Comune di Cislago, parteciperanno Nadia Muscialini, psicoterapeuta, psicologa e scrittrice, tra le massime esperte italiane, da sempre impegnata a tutela delle vittime, nel contrasto alla violenza contro donne e bambini e nell’educazione contro gli stereotipi e la violenza di genere nelle scuole. Ci saranno anche i responsabili della sezione varesina dell’Unicef; Livio Moiana, fotografo professionista, impegnato da sempre a sostegno delle vittime della violenza; Paolo Bertocchi, consigliere provinciale delegato all’Istruzione e formazione; Laura Michelotto ed Eleonora Righi, coordinatrici di Rete rosa, centro antiviolenza del Saronnese.

“Il nostro progetto nasce dall’esigenza di educare e sensibilizzare, a partire dalle giovani generazioni, con il coinvolgimento degli istituti scolastici, sul doloroso tema della violenza di genere, la cui tangibile crescita pone seri interrogativi sulle cause, da ricondursi anche ad una crisi di valori morali ed educativi, che sta determinando un venir meno del rispetto e della dignità sociale e una forma di emergenza sociale. Le conseguenze del femminicidio e di tutti gli altri reati ad esso connessi (violenza verbale, psicologica, stalking, maltrattamenti in famiglia) danno luogo ad una spirale di eventi negativi che rendono necessario un percorso culturale, insieme alle istituzioni, per scuotere le coscienze, tenere alta l’attenzione e acquisire autorevolezza sociale – dice Romina Codignoni, presidente dell’associazione “Amici dell’infanzia” – Siamo convinti sia necessario un forte segnale di desiderio di cambiamento di una società che non può più rimanere sorda e insensibile di fronte ai troppi casi di violenza di genere, ma ha piuttosto il dovere imprescindibile di educare, lottare e sopraffare questi fenomeni di inaudita barbarie”.

07112017