SARONNO – Il tema del recupero della ex ferrovia Saronno-Seregno sta tenendo banco in città soprattutto sul fronte che vede contrapposti chi vuole una greenway a raso, ottenuta cioè sbancando la massicciata e abbattendo i ponticelli e chi sogna una versione sopraelevata che preservi la massiccia.

Come realizzare questo secondo intervento? Quali i costi e le criticità? Sono le domande a cui si risponderà questa sera alle 21 all’auditorium Aldo Moro in viale Santuario.

Nel corso di questo incontro pubblico verranno presentati dei progetti concreti di riuso delle ferrovie dismesse, mostrando come interventi di questo tipo possano valorizzare aree oggi inutilizzate e conservare la memoria storica del territorio.

In particolare verrà illustrato il progetto sulla ex Saronno-Seregno
curato nel 2013 dall’Università di Milano. Tra i relatori Giulio Senes docente dell’Università degli Studi
di Milano, Presidente Associazione Italiana Greenways e  Associazione Europea Greenways, Albano Marcarini Urbanista, cartografo, autore di numerose guide turistiche ed edito della rivista Cycle e Paolo Riva architetto di interni e designer ex assessore all’Urbanistica a Saronno.

16112017

17 COMMENTI

  1. Riguardo alla polvere d’amianto sotto i sassi della massicciata? (depositatasi a causa dei freni che si utilizzavano un tempo) Anche quella è memoria storica?

  2. Ma che progetto e progetto…datela a bere a chi non ha mai realizzato un opera urbanistica. Il vostro è un compito fatto da studenti della scuola senza niente di concreto. Mi spiegate come fate a fare la rampa di accesso ai disabili in quei pochi metri? Cos’è quella sopraelevata per accedere alla pista? Un viadotto! Bravi, fate i verdi e poi distruggete un parco e un quartiere con viadotti, scalinate,oltretutto bloccando l’accesso ai disabili. E mi dite quanto costerebbe fare il viadotto?? Di sicuro di più dello sbancamento! E poi la manutenzione della pista ciclabile in quota quanto costerebbe??! Se qualcuno sta male come arrivano i soccorsi?! Voi state solo facendo opposizione per contrastare chi vuole finalmente dare nuova luce ad un quartiere che può rinascere, per tutti, ed anche per i ciclisti. Per colpa vostra la sovrintendenza potrebbe decidere di bloccare i lavori; sarete RESPONSABILI se non verrà realizzato nulla e dovrete rispondere ai cittadini di un altra area dimessa che rimarrà in dono alla città. E se non si realizzerà nulla, quindi anche la pista ciclabile che nel progetto dell’amministrazione c’è, sarete voi i primi a rimetterci (se il vostro intento è avere la pista, ma credo che non vi interessi nulla della pista ma solo di bloccare tutto e non creare sviluppo a Saronno).

    • Prima aspettiamo di vedere le proposte prima di criticare altrimenti che senso ha?

    • Non entro nel merito delle rampe, ma le posso assicurare che, se qualcuno si sentisse male, l’accesso alla pista ciclabile sarebbe garantito da via Piave. Giusto per seguirla un’attimino: se uno si sente male al parco Lura tra Saronno e Rovello?

    • Per fare la ciclopedonale le pietre vanno comunque rimosse e bonificate. Il terreno invece va bonificato e rischia di creare problemi solo se si dovesse rimuovere, lasciandolo dov’è ora non si deve fare più nulla. È la soluzione migliore!

  3. Mi capita di spesso passare da quel grande cortile che é Piazza Libertà, formidabile e utile centro di aggregazione sociale. Si notano capannelli di simpatiche persone che parlano di tutto, al lunedì soprattutto di rigori negati, di fuorigioco inesistenti e di goal mancati.
    Mi è capitato recentemente di captare una frase pronunciata da un Saronnese doc, quelli che hanno gli antenati “battezzati con l’acqua del Lura”, come amava dire un Sacerdote saronnese di venerata memoria.
    Ebbene, la frase, in dialetto, era del seguente tenore: “Gh’han tiraa foeu la ciclabile par fa’ la strada”, traduco: “Hanno tirato fuori (utilizzato) la ciclabile per fare la strada”.
    Ho voluto semplicemente partecipare ai lettori quanto sopra riportato.

    • Intende dire che usano la scusa della ciclabile per fare speculazione edilizia? E’ una ipotesi, ma di sicuro c’è che se non si fa niente, quella rimane un’area dismessa come tantissime altre in città.

  4. Avendo invece sentito distintamente la frase ” gh’è aria de fiocca ” pronunciata da un anziano e saggio signore in sella al proprio mezzo di trasporto nel bel mezzo della stessa piazza , invito tutti ad affrettarsi a montare le gomme invernali .

    • Marina Marina Marina, ti voglio al più presto sposar 🙂
      Gli ha risposto a puntino a quel criticone del Marino. Adesso ditemi voi se per fare un progetto bisogna basarsi sulle chiacchiere da bar. Non sanno più cosa inventarsi per criticare. Hanno fatto casino perché dicevano che non c’era il progetto (falsità, mica il ministero gli regalava i soldi senza nessuna base) e adesso di fronte alla nullità del loro progetto(fatto dai bambini dell’asilo che non sanno neanche fare una rampa del 100% di pendenza) si arrampicano sugli specchi e sul dialetto. Per il bene dei cittadini come me che abitano nella zona, finitela perché state rovinando il futuro del mio quartiere. Io non voglio tutta la vita quando mi affaccio alla finestra una ferrovia abbandonata.

  5. POVERA SARON, TUTTE QUESTE INIZIATIVE SONO SOLO FATTE PER CERCARE IL PROPRIO “IO”.Persone che vivono in altre zone e che del territorio non sanno un c…..o!.A Saronno poi, per quanto riguarda i problemi più importanti per alcune formazioni politiche, questi sono i veri problemi.Quattro gatti che usano la bicicletta ogni tanto, fregandosene dei veri problemi. I PONTI SONO UN OSTACOLO PER LA VIVIBILITA DEL QUARTIERE.SVEGLIA!!!!

    • Bravo hai veramente ragione,dobbiamo svegliarci ci sono più problemi in città e da controllare i furti nelle ville ,ci vuole più sicurezza , non l’abbattimento dei ponticelli ,impegnano i soldi in sicurezza della città

    • I ponti ci sono sempre stati e non hanno mai dato problemi, lo sanno tutti i residenti: sveglia!
      Poi, se anche lei usasse ogni tanto la bici ne guadagnerebbe sicuramente in salute. Ci pensi!

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