SARONNO – “In questa fornace ardente il Signore ha fatto fiorire il bene dal male”. Così lunedì sera, a Casa di Marta, davanti a una platea colma all’inverosimile e in partecipe silenzio, Padre Ibrahim Alsabagh ha sintetizzato i suoi tre anni come parroco della Chiesa latina di Aleppo, avamposto di carità, a soli cento metri dal fronte dei combattimenti, nella città simbolo dell’immane devastazione che la guerra ha inferto a quest’angolo della Siria settentrionale. Una città distrutta per il 70%, senza acqua, elettricità, paralizzata dal dolore e dalla paura, dopo quasi sette anni di combattimenti, missili e colpi dei cecchini.

Padre Ibrahim, francescano e uomo carico di fede e di speranza, ha iniziato il suo incontro ricordando il giorno in cui, poco meno di un anno fa, è stato proclamato il cessate il fuoco. “Una notizia quasi da non credere, ma che è stata per noi il miglior regalo di Natale del 2016, frutto delle preghiere dei nostri ragazzi: da inizio dicembre, durante la Santa Messa, invitavamo sempre i nostri bambini a pregare per la pace, e il Signore ha esaudito le nostre richieste”.

Il racconto di Padre Ibrahim ha poi ripercorso non solo le tappe di quella Via Crucis cui è stata sottoposta Aleppo in questi anni, come quando un missile dell’Isis ha distrutto la cupola della chiesa, in quel momento affollata di fedeli (“Ma il Signore ha compiuto un miracolo, impedendo che il crollo del tetto facesse delle vittime: abbiamo avuto tanto spavento, ingenti danni materiali e dei feriti”), ma soprattutto i tanti progetti – oggi sono 37 in tutto – che i frati di Aleppo hanno promosso per rispondere ai bisogni della gente: l’apertura del pozzo per garantire l’acqua potabile a cristiani e musulmani; l’oratorio estivo che ha coinvolto più di 850 bambini, altrimenti costretti a vivere da soli, chiusi in casa e sotto le bombe; l’aiuto ad avviare una piccola attività artigianale o imprenditoriale; il sostegno sanitario alle famiglie.

“La nostra attività – ha ricordato Padre Alsabagh – è solo una goccia nell’immenso mare di bisogno della popolazione di Aleppo, ma quando al dolore e al male si risponde con la carità, non si diventa mai sazi, si vorrebbe aiutare sempre di più, certi che un Altro prende in mano la storia. Perché il nostro compito, come ci testimonia Papa Francesco, è quello di stare con i poveri, condividere e rispondere ai bisogni dei poveri”.

E ha ringraziato per il sostegno, attraverso le preghiere, garantito alla presenza dei frati francescani, che operano in Terra Santa da 800 anni.
A chiusura della serata è stato ricordato che l’associazione “Amici di Avsi” (Associazione volontari per il servizio internazionale), che ha organizzato l’incontro, grazie alla campagna “Tende di Natale 2017” ha tra i suoi progetti in cantiere anche l’aiuto concreto all’iniziativa “Ospedali aperti” ad Aleppo. L’appuntamento, per la raccolta fondi, è per domenica 17, sempre a Saronno, in piazza Libertà, in occasione del tradizionale “Presepe vivente”.

22112017