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Rilanciare il centro: ai commercianti 67 mila euro a fondo perduto

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SARONNO – In arrivo 67 mila euro a fondo perduto per i commercianti che ne faranno richiesta. La buona notizia giunge dal Comune: si tratta di una somma destinata a chi voglia contribuire a rilanciare il commercio e l’artigianato nella zona del centro in cui agisce il bando “Sto@”, ossia la zona interna alle vie delle passeggiate e costituita da piazza De Gasperi, vicolo del Caldo, piazza La Malfa, vicolo Pozzetto, vicolo Scuole, piazza Schuster, le gallerie di corso Italia verso l’interno della zona oggetto di intervento. Il bando Sto@ è una sinergia tra Regione Lombardia, le associazioni di categoria (Confartigianato, Confcommercio, Ascom Saronno, Confesercenti regionale e Assotemporary di Milano), il Distretto del commercio, proprietari ed intermediari di proprietà, e, naturalmente il Comune di Saronno.

La dotazione finanziaria complessiva facente capo al progetto è di 200 mila euro, di cui 100 mila di Regione Lombardia, 50 mila comunali e 50 mila di privati. “La nostra iniziativa – dichiara Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia – ha prodotto in tutta la Lombardia una risposta positiva e coraggiosa da parte di 19 Comuni, che insieme alle associazioni delle imprese, alle Camere di commercio e agli altri partner locali hanno colto nel nostro bando un’opportunità per rilanciare i propri centri urbani e combattere la desertificazione commerciale, sviluppando progetti e investimenti per 7 milioni e mezzo di euro. La lodevole iniziativa del Comune di Saronno si inserisce in questo solco e rappresenta un’opportunità concreta per rendere più attrattiva la città e per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati con la misura “Sto@2020″, valorizzando anche il ruolo sociale ed economico del commercio di vicinato nella comunità di riferimento”. Le azioni del bando saranno diverse, siamo al primo step: 67 mila euro per l’apertura di attività in spazi sfitti in modo da rivalutare l’area. “Si tratta di un contributo a fondo perduto – rileva l’assessore comunale Francesco Banfi (foto, a destra), con delega alle attività produttive – che saranno concessi per finanziare al 50 per cento interventi di innovazione volti al recupero di spazi sfitti, il che contribuirà a rilanciare una zona che, per carenze progettuali intrinseche, non è mai stata vissuta. Tutti gli attori che promuovono il bando sono certi che la vita di una zona della città sia intimamente legata all’esistenza di negozi di prossimità e questa è il primo impulso della proposta partita da Mauro Parolini”.

Gli interventi dovranno migliorare la funzionalità, l’accessibilità e l’impatto visivo delle aree attigue ad uso pubblico, ma anche interventi strutturali di ripristino degli spazi commerciali, la pulizia delle parti private ad uso pubblico, l’innovazione del servizio al cliente e al cittadino in generale. “La zona è stata scelta perché immediatamente prossima al centro eppure mai decollata. Al tavolo di lavoro, per la prima volta in Saronno, hanno partecipato anche proprietari e intermediari di proprietà, propensi a procedere con una calmierazione degli affitti” spiega Banfi. I contributi sono destinati ad attività con affitto attivato dal 1 dicembre 2016 in avanti. Il contributo minimo è di 500 euro e massimo di 5000 euro. A seguire sarà più avanti pubblicato un ulteriore step, relativo sgravi fiscali per gli investitori nella zona già inclusi in questo bando. Informazioni presso il Servizio commercio del Comune, dalle Associazioni di categoria partners e consultando il sito comunale (www.comune.saronno.va.it).

06122017

30 COMMENTI

      • Un po’ come gli 80k spesi per acquistare il terreno destinato all’area feste..”funzionale” alla rivitalizzazione del centro urbano. Hanno proprio le idee chiare. Di sicuro sanno come sperperare denaro pubblico..

  1. Robin Hood al contrario….dare ai ricchi quello preso ai poveri.

    Tanto i negozi in centro rimangono zombi : chi ci va più??

    • Mi faccia capire: sarebbero ricchi i proprietari di attività da lei stesso definite zombie? Temo che si debba riappacificare col proprio cervello

  2. Soldi buttati…
    Auchan di Rescaldina è in perdita x causa Centro Commerciale di Arese….e vorremmo rilanciare il centro di Saronno???

  3. visibilità impossibile. ormai i commercianti scappano da saronno. banfi il solito illuso che regala soldi a chi non ne ha bisogno

  4. prima bisogna ripulire i muri dalle schifezze che in tanti hanno scritto, pulire le basi delle colonne e i soffitti dei portici che sono indegni di un paese civile. La zona stazione va bonificata non sto a dire da chi o cosa…a questo punto la gente ritornerà e magari torneranno negozi di classe un pò più elevata e non solo negozi low cost.

  5. Qui siamo ancora all’età della pietra.
    Si è ancora convinti che i commercianti si siano arricchiti alle spalle degli altri….Saronno è e rimarrà per sempre un paese di provincia….

    • no, non siamo all’età della pietra, casomai il contrario: siamo convinti che aiutare i commercianti del centro sia una palese ingiustizia per i contribuenti e per altri commercianti che non sono in centro.Ma la strada è comunque segnata, 16% di incremento delle vendite online, dove alcuni commercianti saronnesi lungimiranti si sono buttati.

  6. Saronno merita che chiudano tutti i negozi in centro e che adibiscano i locali rimasti vuoti in dormitori per migranti!

  7. “bene”. I ricchi proprietari intascano gli affitti..i negozi aprono..chiudono dopo qualche mese..i ricchi proprietari avranno guadagnato..e siamo punto e a capo. Le politiche di rivitalizzazione dei centri urbani sono altra cosa cari signori governanti…

  8. Storicamente, purtroppo, gli amministratori legiferano a favore dei propri elettori; vale per i politici nazionali e comunali.
    Nel caso specifico i soldi sono buttati, non serviranno a niente, naturalmente mi auguro di sbagliarmi.
    I commercianti hanno sempre avuto redditi da fame: € 1.200/1300 mese.

  9. Aiutare i ricchi? È per gente come voi che il commercio va male a Saronno, preferite fare le cose in affollati centri commerciali, con negozi tutti uguali e con merce scadente piuttosto che acquistare nella vostra città e poi ci chiamate negozi zombie. Volete che restiamo aperti alla sera perché vi piace passeggiare e vddere le luci accese , ma preferite fare i vostri acquisti in altre città, almeno noi le tasse le versiamo qui, paghiamo gli eventi e le luminarie di tasca nostra per far piacere anche a voi ma voi continuate a fare i caproni in coda nei centri commerciali!

    • Condividio in pieno! Ma il 90% di chi ha commentato non ha neanche finito di leggere l’articolo!
      BEATA IGNORANZA… regaliamoli alle risorse allora, rimarranno solo loro in centro!!

    • siete fuori mercato e pensate pure di essere competitivi (quindi siete pazzi). Delle vostre luminarie non mi interessa nulla, non fateci ridere

  10. Profonda disinformazione di tutti si criticano i commercianti locali e poi si fanno acquisti su grosse piattaforme on-line dove la tassazione in Italia è esente…..ben vengano aiuti per il commercio locale….rendono vivi i nostri paesi che avanti di questo passo saranno adibiti solo a dormitori per le grandi città vicine

  11. In sintesi, si sostiene l’iniziativa di chi vuole avviare attività commerciali favorendo il guadagno dei proprietari dei locali sfitti. Il flusso di gente in centro rimarrà inalterato, i negozi “nuovi”, salvo miracoli, chiuderanno. L’unico probabile risultato (felice di essere smentito) e’ che i proprietari avranno intascato un po’ di soldi e punto e a capo. Signori governanti, le politiche di rivitalizzazione dei centri urbani sono altra cosa…

  12. Potete ricoprire i muri dei negozi del centro storico d’oro e di diamanti, ma se continuate ad aprire mega centri commerciali, il centro storico di qualsiasi cittadina è destinato a morire e con esso negozi, botteghe, artigiani e quant’altro!

  13. Una breve riflessione a riguardo:
    1) ci si è realmente posti la domanda: “Come mai il centro cittadino si sta piano piano svuotando dalle attività commerciali?”
    2) si è fatta una reale indagine di mercato per capire quali siano le reali problematicità della zona?
    3)come può un centro cittadino essere più appetibile rispetto ad un moderno centro commerciale?
    4) i fondi messi a disposizione sono sufficienti per l’obbiettivo comunale?
    5) a quanto ammonta un affitto annuale in centro Saronno (al netto dell’IVA e imposte secondarie)?
    In tutta sincerità non credo che ci sia in questa giunta comunale una persona professionalmente capace di svolgere un’attenta e approfondita analisi.
    Premettendo che il cittadino tipico saronnese è un “cittadino atipico” in quanto, da sempre!!, per uno shopping di livello si reca sempre a Milano e difficilmente rimane a Saronno. In secondo parliamo della qualità della merce dei vari venditori: è davvero di basso livello. Faccio un esempio: se mi reco in un negozio monomarca dell’intimo a Milano, trovo una certa tipologia di merce e una soddisfacente differenziazione di prezzo (trovo il capo economico, quello di medio prezzo e quello di alto prezzo), nella mia città invece no!! Trovo solamente il capo di bassa qualità e quindi di basso prezzo; ergo per acquistare il capo di medio prezzo (quindi quello con il maggiore rapporto qualità/prezzo), non posso rimanere a Saronno.
    In secondo: gli affitti. è cosa nota che i negozi del centro cittadino siano in mano a un certo numero di famiglie saronnesi storicamente nel settore del commercio. ciò non è un male, ma tuttavia i costi di locazione sono abbastanza elevati (per esperienza personale, da almeno i 25/30 mila euro all’anno+IVA e altre imposte). Ovviamente ci sono da aggiungere i costi relativi all’apertura dell’attività, quindi macchinari, mobili, illuminazione, certificazioni, corsi vari etc etc…
    Per ultimo la concorrenza centro cittadino/centri commerciali: a ovest c’è l’Auchan, ad est il Carrefour di Limbiate, a Sud Il Centro, lo richiedo: il comune ha fatto una reale e attenta analisi? Ha strutturato un articolato piano di rilancio pluriennale? Oppure sono i soliti soldi buttati per propaganda?
    Ogni risposta è ben accetta…
    Saluti

  14. …da piccolissimo commerciante dico solo che è il mercato a selezionare il successo o meno di una attività … non possiamo pensare di evitare l’apertura di nuovi centri commerciali o l’avvento del commercio on line. State leggendo questo messaggio su un pc od uno smartphone e non su carta vergata o stampata portata da un piccione viaggiatore … il progresso è inarrestabile ma la differenza tra un esercizio e l’altro la fanno esclusivamente le persone , la professionalità ed i servizi che solo grazie ad essa possono offrire a differenza della grande distribuzione .
    il resto è solo aria fritta …
    ps è indubbio però che chi si straccia le vesti per il piccolo commercio di vicinato, poi è ilrpimo a comprare su internet o nei centri commerciali.

  15. Ora ho capito il perché Saronno non si sia mai evoluta in città….i commenti contro il commercio e i commercianti locali dimostra che Saronno è e rimarrà per sempre in paese di provincia subordinato a piccole città che hanno saputo evolversi…speriamo di non regredire in paese dormitorio per migranti li si arriverebbe al punto di non ritorno!

    • O forse i commercianti, negli anni di grassa, avrebbero dovuto impegnarsi e donare opere e bellezze alla loro città come gli industriali fecero con Milano negli anni sessanta.
      Ma i provinciali negozi intascarono e non si organizzarono mai.
      Continuano anche tuttora.

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