SARONNO – Pubblichiamo integralmente la lettera dedicata agli amici di Alessandro Masini e Matteo Carnelli scritta da don Armando Cattaneo e distribuita prima del funerale.

Ragazzo mio, ciao. Ho visto piangere tanti come te, domenica sera nella chiesa di Rovello e ho provato un grande rispetto per le vostre lacrime, che si mescolavano con le mie.
Piangere per un amico è una cosa grande. E’ diverso dal piangersi addosso e ti voglio dire che il dolore è la misura dell’amore. Chi soffre di più è chi ama di più.
C’è chi non vuole amare nessuno per ոon soffrire, ma così neanche vive e neanche gode: è solo un morto che cammina.
“Quando una stella muore, fa male, fa male” (Giorgia).
Qui sono morti due ragazzi come te e ciascuno di voi vale più di mille stelle.
Se vedi che a soffrire di più sono i genitori di Ale e Matteo, è perché loro sono quelli che li amano di più. E vale anche per te: sono sicuro che nessuno ancora ti sta amando come tua mamma e tuo papà.
Magari ti dà fastidio, ma sento che te lo devo dire perché è la verità.
Un giorno ci sarà uno/una che li batterà: ti auguro di trovarlo/a e allora tienilo/a per tutta la vita.
Non so cosa pensi del ragazzo che guidava. Io non lo condanno. Mi hanno detto che lui aveva accettato di portarli alla festa per amicizia, per fare loro un favore e quindi è un bravo ragazzo.
Ha fatto una svista e l’ha pagata carissima. Chissà le volte che nella vita io ho fatto una svista e mi è andata bene.
Vedi, la vita è un mistero. Perché sei venuto al mondo? Non lo sai. Perché si muore e quando si muore? Non lo sai. Non lo so. La vita è una pista piena di tracce, di indizi, come una caccia al tesoro. Metti via quel cellulare e partecipa alla caccia al tesoro.
Si, la vita è un mistero, una cosa però la so: la marea di gente che c’è qui è sicura di una cosa: l’amore è più forte della morte. L’more sfonda la morte, va oltre, la vince e tutti siamo qui per gridarlo insieme.
E questa volta so anche il perché. Sono un cristiano e ci credo: perchè “amore” è il nome in codice per “Dio”. Dio vince la morte. E’ il Dio amante della vita. Se in Dio non ci credi, ma sei uno che vuole bene davvero, può bastare.
Se sei un cristiano e credi in Dio Padre, così come ce lo ha fatto conoscere Gesù, allora chiedigli di far giocare Ale e Matteo nella squadra del Paradiso.
“Nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici”, diceva Gesù. Lui l’ha fatto. Ma, si sa, Lui è un fuoriclasse.
Ciao. Un abbraccio

don Armando, il prete che piangeva con te e i tuoi amici

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