SARONNO – C’era anche il saronnese Fabio Banfi alla Wild bike che si è tenuta in Slovenia e che si inserisce in un movimento relativamente nuovo in Italia, seppur negli Stati Uniti eventi su lunga distanza su percorsi misti asfalto-sterrato hanno da tempo una connotazione spesso agonistica (ad esempio la famosissima Dirty Kanza.) in Italia ed in Europa il movimento si è avvicinato maggiormente al mondo cicloturistico e pur vedendo frequentemente un susseguirsi di sorpassi e scaramucce spesso non prevede alcuna classifica finale od ordine di arrivo; tant’è che in numerosi eventi è persino prevista una partenza “libera” (come a “Il castigo Gravel”).

In questo ambito variegato ed in continuo mutare, in particolar se visto da “fuori”, Wild Bike si è inserito come evento dal carattere ludico-turistico per fare conoscere le bellezze slovene e croate, in particolare in aree note per gli shooting fotografici della fauna selvatica. Pur vedendo la partecipazioni di atleti di livello assoluto come Renzo Fornaro ( molto noto per le sue gare artiche) e Graziana Pè ( runner, da poco entrata nel mondo cicloturistico e gravel) i continui avvicendamenti lungo il percorso, gli scatti almeno per una volta si sono svolti senza alcuna velleità agonistica lasciando spazio ad un clima conviviale. Un lungo susseguirsi di salite e discese spesso anche non banali affrontate a pieno carico, un’ altra caratteristica di queste prove, quale che sia la loro connotazione, è infatti quella dell’ autonomia che si traduce , anche qui con ampie differenze di interpretazione da evento ad evento, nel dover portar con sè tutto il materiale per eventuali riparazioni, piccole medicazioni e tutto il necessario per coprirsi e cambiarsi in più giorni di percorrenza (una differenza che diviene enorme se confrontata al mondo del ciclismo su strada ove persino i gruppi amatoriali godono spesso dell’assistenza dell’ammiraglia) . Modi quindi del tutto nuovi di vivere la bicicletta, che stanno ancora cercando una loro identità fra chi punta al turismo ed alla scoperta del territorio (come Wild Bike che a sua volta si declina durante l’anno in eventi dedicati alle bici “da neve”) chi verso un’ interpretazione avventurosa ed agonistica ( come Iditasport, seppur riservata ad un altra tipologia ancora di bike) ed il neonato circuito Gravel di Cannondale assolutamente agonistico.

07122017

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