SARONNO – E’ il presepe più grande ed innovativo mai visto alla chiesa prepositurale di San Pietro e Paolo a Saronno, quello allestito negli ultimi tre mesi dal gruppo di volontari di ogni età che come ogni anno si cimenta in questa impresa. “Quest’anno il nostro presepe parteciperà al concorso presepi per la diocesi, giunto alla trentesima edizione” dicono i volontari. Che entrano nel merito del loro lavoro: “Sta arrivando il Santo Natale e nelle case cristiane non può mancare la tradizionale rappresentazione della nascita di Gesù, il Santo Presepe, attorno al quale le famiglie festeggiano il Natale. Tradizione che abbiamo deciso di rispettare anche per la nostra chiesa parrocchiale, la casa della nostra famiglia, dove diversi gruppi danno vita alla comunità parrocchiale. C’è il gruppo del presepe, formato da persone diverse, giovani e meno giovani, ognuno con le proprie esperienze, capacità, idee e fantasia, che abbiamo cercato di impastare al meglio, per valorizzare i talenti di ciascuno e dare vita e bellezza a questa rappresentazione della Natività. C’è la comunità di chi, con una parola, un commento, un gesto, con qualche idea o più concretamente donandoci parte del materiale necessario, ci ha sostenuto durante il nostro lavoro e ai quali vanno i nostri ringraziamenti più sinceri. E infine, ultima ma non meno importante, c’è la comunità rappresentata da tutti voi, chiamati in questo tempo di Natale a visitare il presepe, non solo a guardarlo, ma proprio ad andarlo a “trovare”, a portare con voi le vostre vite ed entrare in quella grotta dove Dio si è manifestato nel volto umano del Bambin Gesù. Volto da accogliere, da contemplare, da accarezzare”.

Proseguono: “Ed è questo uno dei messaggi che quest’anno abbiamo voluto trasmettervi con il “nostro” presepe. Abbiamo voluto abbattere la quarta parete per rendervi partecipi della scena, per farvi diventare voi in prima persona personaggi del presepe e per questo abbiamo realizzato una grotta dove si può entrare e portare la nostra quotidianità davanti a quel Bambino. Ed è per questo che il nostro presepe non vuole essere statico, fatto di statue, ma vuole essere vivo, fatto di persone vere, studenti, lavoratori, genitori, bambini, sacerdoti, suore e tutte le persone che in questo periodo passeranno per una visita. E per tutti voi il nostro augurio è quello di riuscire a ritrovare quel volto umano di Dio che siete venuti a visitare in ogni aspetto delle vostre vite, in ogni persona che incontrerete lungo il vostro cammino, e non solo in questo tempo di Natale, ma in ogni giorno dell’anno”.

Un grazie a chi in vari modi ci ha dato una mano – dicono infine i volontari – Impresa Canti, Lattuada le Acacie, Impresa Cinconze Domenico, Ginko Safe Design, Graphos di Preite Riccardo, Met di Leonardo Saccinto, Stefano Ronchetti, Merceria Linda, suore di via Cavour”.

19122017

4 COMMENTI

    • Sì è inquietante, ma tutto il presepe è strano, dei manichini vestiti da indiani… Terribile

  1. Un grandissimo plauso ai volontari del presepe. Geometri, ingegneri, liberi professionisti, studenti universitari, pensionati e perfino un perito assicurativo che, grazie al loro entusiasmo, alla loro passione e alla loro dedizione rendono unico nel suo genere il presepe della Prepositurale. BRAVI, avanti così! Ora attendiamo il prossimo capolavoro!

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