LAZZATE – Andrea Monti tuona contro il “reddito di inclusione che esclude i lombardi”. “Anche se dimissionario – spiega Monti, presidente Co.Nord, la Confederazione dei Comuni del nord – questo Governo continua a lasciare in eredità all’ Italia e ai suoi territori più produttivi, azioni disastrose dal punto di vista dell’efficacia e della loro applicazione. Se pensiamo alla misura denominata Rei, Reddito di inclusione, nata per garantire un reddito alle famiglie più bisognose e contrastare la povertà, stando ai primi dati forniti dall’Inps a tal riguardo non c’è certo da rassicurarsi, anzi”.

Prosegue monti

Il ministro Poletti aveva annunciato che questa misura avrebbe aiutato mezzo milione di famiglie, con quasi due milioni di soggetti raggiunti. Peccato, prosegue Monti, che i parametri decisi dal Governo avvantaggino le aree dove il costo della vita certo è più basso, così come i valori immobiliari ma al contempo dove esistono enormi sacche di redditi non denunciati, fuori dai “radar” di Fisco e Inps. In questo meccanismo paradossale quindi accade che in Lombardia, dove le famiglie pagano più tasse ed hanno costi della vita oggettivamente molto alti non vengono proporzionalmente aiutate dallo Stato come e per quanto necessiterebbero. Sono solo infatti 5338 le domande giunte, un misero 7 per cento del totale, relegata in fondo alla classifica. Questo non per pigrizia certo dei lombardi o perché in Lombardia non esistano famiglie bisognose ma in virtù proprio di parametri per il “Rei” che non tengono conto di tutte queste specificità e dei dati di ogni Regione. Verrebbe da dire un “Reddito di inclusione ma solo, purtroppo, per i soliti pochi.

10012018

1 COMMENTO

  1. tante palle. per avere il rei devi presentare isee e da questo tutti i redditi non scappano, informati caro leghista

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