GERENZANO – Moglie e tre figli, era morto in “trasferta” nel Milanese: la tragedia del muratore Vincenzo Raco, 56 anni di Gerenzano, è stata rivissuta negli ultimi giorni alla Corte di Cassazione, dove si è chiusa dal punto di vista giudiziario. I responsabili delle aziende coinvolte nell’incidente sul lavoro che aveva ucciso Raco, che era avvenuto il 4 agosto 2012, sono stati condannati e sono stati confermati i 90 mila euro di provvisionale per i famigliari anche se il quadro del risarcimento finale dovuto ai parenti dovrà essere ancora definito.

In una intervista sul quotidiano “Il Giorno” di Milano l’avvocato Domenico Musicco, presidente dell’Associazione vittime incidenti stradali e sul lavoro e che ha fornito assistenza legate ai famigliari del muratore, ha detto che “è stata fatta giustizia. Vincenzo era un uomo che viveva per i suoi cari. In tempi di crisi era riuscito a trovare un posto. Qualsiasi cosa pur di far quadrare il bilancio domestico, ma qualsiasi lavoro deve rispettare le regole in materia di sicurezza”. Raco era morto a Pessano con Bornago in provincia di Milano: in un capannone stava realizzando un muro divisorio ma era volato dall’altezza di sette metri.

(foto archivio)

03022018