SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la nota di Franco Casali, consigliere comunale di Tu@Saronno in merito ai controlli “porta a porta” sui firmatari della raccolta firme per il consiglio comunale aperto.

Apprendiamo dalla stampa locale che l’Amministrazione ha mandato alcuni agenti di polizia locale a controllare a campione, casa per casa, la veridicità di alcune firme che due associazioni saronnesi, con il supporto di consiglieri comunali tra cui il nostro Franco Casali, hanno raccolto per un Consiglio Comunale aperto da indire sullo stato delle bonifiche ambientali dell’area ex Cantoni, in particolare l’acqua.

Ci sono due cose che questa azione ci dice da subito: la prima è che l’Amministrazione a guida leghista vuole intimidire i cittadini che hanno firmato; la seconda è che non ha fiducia nella cittadinanza, nelle associazioni che hanno promosso la raccolta firme, e nei consiglieri comunali di minoranza che le hanno autenticate. Non c’è inoltre alcuna intenzione di rispettare la volontà dei cittadini firmatari e di confrontarsi seriamente con loro avendo indetto per stasera un Consiglio Comunale Aperto che tratta il tema delle bonifiche ambientali in corso, anziché quello specifico della falda inquinata dell’area ex Cantoni che preoccupa i cittadini di Saronno.
Ci sono casi in cui gli agenti di polizia locale sono stati mandati da persone di quasi novant’anni, senza avvisarle e gettandole quindi nel panico.
Di certo, questi “controlli casa per casa” sono senz’altro inquietanti. Pensiamo che siano molti i saronnesi, anche elettori della Lega, che si stanno chiedendo in queste ore se non sarebbe stato il caso di mandare i vigili a occuparsi di altro, ad esempio della sicurezza.

La città, comunque, giudicherà, come ha giudicato le resistenze a riguardo del consiglio comunale aperto sulla ex-Saronno Seregno, quando i cittadini sono stati “smistati” all’ingresso tra “residenti in zona o meno”, quasi a voler dimostrare – fallendo – che fosse tutta una montatura politica e non una reale richiesta di chiarimento da parte della città.

La nostra speranza è che molti saronnesi si siano ormai fatti un’idea chiara del modus operandi di questa amministrazione, che considera la città proprietà privata e non vuole essere disturbata. Vale la pena di ricordare che l’Amministrazione Porro, di cui abbiamo fatto parte, ha proposto negli anni diversi consigli comunali aperti senza bisogno di essere stimolata dai cittadini, e mai si sarebbe sognata d’intimidirli in questo modo. Se lo ricordino, quelli che ancora oggi non sembrano vedere differenze tra la precedente Amministrazione e l’Amministrazione attuale.

21022018

4 COMMENTI

  1. Raccogliere firme e lecito, effettuare un controllo lo e altrettanto, non capisco quale sia il clima intimidatorio……..a meno che ,…….ci sia il trucco….

    • Non c’e’ trucco. E’ intimidatorio mandare la polizia locale a casa della gente a controllare cio’ che gli uffici comunali potevano controllare dalla loro sede. E’ intimidatorio sopratutto farlo mentre il Sindaco aveva già deciso di fare il consiglio comunale aperto. Non sono del PD ma in questi casi bisogna rimpiangere la giunta precedente.

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