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Elezioni: l’analisi di Lorenzo Guzzetti: “La politica serve tornare farla dal basso”

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UBOLDO – Il commento politico del sindaco Lorenzo Guzzetti dei risultati delle elezioni politiche.

Tra pochi minuti vado ai seggi per le regionali, anche se per fortuna di sorprese non dovrebbero essercene a meno che non ci siamo definitivamente rincoglioniti.
Breve analisi politica, poi altre riflessioni le rinviamo ai prossimi giorni.

Vi vedo timidi. Un po’ tutti timidi. Allora faccio io quello non timido.

1) non ha vinto nessuno e quindi vedremo chi riuscirà a trovare in Parlamento la maggioranza per governare. Bene ha fatto questa mattina la Lega a dissociarsi subito da un governo insieme a M5S. Auguri al Presidente…

2) Maroni davanti a questi numeri di Salvini si starà mangiando gli zebedei, penso arrosto e con le patatine.

3) nessuno è evidentemente riuscito a parlare all’area popolare in maniera convincente. Non Berlusconi (ma l’era anca ura…) e non Renzi al quale imputo un grave errore: essersi perso nell’inseguimento incaponito della sinistra invece di mollare di lì e aprire al centro, alle aree moderate e popolari. Siamo l’unico paese europeo dove i popolari (FI) si è candidata insieme alle forze antieuropa e populiste. Forse era meglio fare diversamente, ovvero continuare a parlare a quel 40% del referendum che invece si è ritrovato orfano di riferimenti.
E Renzi e il PD penso che questo errore tra due orette lo scopriranno anche in Lombardia.
O il PD decide una volta per tutte di diventare grande, oppure che Renzi lasci il PD alla deriva e ti saluto e sono.

4) ieri sera sentivo parlare del Mezzogiorno. Che “nè Salvini nè Renzi hanno saputo parlare al Mezzogiorno.” Posto che oggi dovremmo fare una statua a Salvini, guardando la cartina, che se non c’era lui qua eravamo davvero nelle canne, io ai vari Mentana e compagni vari dico che invece forse è ora di porre una vera “questione settentrionale” perchè il reddito di cittadinanza sulle spalle dei “blu” e dei “rossi” della cartina non penso sia una cosa molto saggia. Perchè anche le formiche nel loro piccolo si incazzano.

5) la politica serve tornare a farla dal basso, dai gazebo, serve tornare a parlare alla gente. E’ anni che lo dico. Il risultato di yesman, cortigiani, acritici, depensanti messi nelle liste è questo. Quando si gioca duro devono giocare i migliori, non le mezze seghe, non chi non ha rappresentanza sul territorio.

6) c’è da iniziare una seria battaglia all’analfabetismo funzionale, alle fake news, alle puttanate che la gente legge, scrive, dice.

Vado ai seggi.
E che Dio ce la mandi buona almeno in Lombardia.
Lorenzo

1 COMMENTO

  1. Et voilà, salta giù dal carro di Renzi e sale su quello di Salvini, un grande equilibrista.

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