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Visto da Varese, la Grande Milano cuore della mobilità europea

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di EZIO MOTTERLE
Una Grande Milano cuore europeo della mobilità integrata, innovativa e sostenibile, con l’obiettivo di diventare una smart-city all’avanguardia capace di aprire le porte alla green economy in un ambiente vivibile e attrattivo. Il progetto sostenuto alla quindicesima edizione della “Mobility conference exhibition” promossa da Assolombarda e Camera di commercio propone temi di riflessione e indicazioni operative che forzatamente coinvolgono le aree limitrofe alla metropoli, in particolare quella compresa fra Varese e Como, sede di nuovi collegamenti ferroviari e stradali con la Svizzera e zona chiave per il trasporto aereo fondata sullo sviluppo di Malpensa, come sottolinea l’ultimo rapporto dell’Osservatorio territoriale infrastrutture Nord Ovest. Tra le priorità milanesi il completamento delle opere per l’accessibilità ferroviaria ai due tunnel svizzeri del Gottardo e del Ceneri “affinché Alptransit possa diventare una sorta di metropolitana tra la Lombardia e il cuore dell’Europa”, e poi quello dell’alta velocità, verso Verona e Venezia ad est e verso Genova a sud. Ma anche il potenziamento della Rho-Gallarate e la realizzazione del raccordo tra Terminal 2 di Malpensa e Gallarate, fondamentale per il futuro accesso in treno da nord (Svizzera anzitutto, con la nuova linea Arcisate-Stabio) al maxi-scalo, motore di un’area a grande vocazione industriale e turistica. La Grande Milano punta in definitiva su una mobilità che renda tutto il territorio più attrattivo per viverci e produrre, con un piano che attraverso misure strutturali favorisca prima un trasporto pubblico a basso impatto ambientale, incentivando per esempio l’uso di mezzi elettrici o a gas, e poi anche una trasformazione dei mezzi privati. Strategia estesa anche ad area metropolitana e zone limitrofe, nord-ovest lombardo anzitutto, che su Milano gravitano quotidianamente (si pensi allo spostamento delle migliaia di pendolari) dando vita a un sistema economico-sociale senza soluzioni di continuità. Sullo sfondo, dunque, la necessità di scelte operative studiate per un vasto territorio nel quadro di un fondamentale coordinamento a vari livelli fra tutti gli enti locali interessati. Un cuore pulsante della futura mobilità europea, appunto. E magari anche un nuovo modello di società.

18032018

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