CISLAGO – Sei anni e 8 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale con attenuanti generiche è la condanna del tunisino 32enne Iskander Zaghbani per l’omicidio del Jalele Chamkhi 25enne padre, all’epoca del delitto, di una bimba di pochi mesi avvenuto a Cislago scorso 25 giugno.

Tutto è nato da una lite scoppiata una domenica sera davanti ad un negozio di pizza e kebab. I due avevano bevuto e per futili motivi hanno iniziato a discutere. Si sono fronteggiati con violenza, dagli spintoni la lite è presto passati a pugni e calci. Sono spuntati un coltellino e una bottiglia spaccata contro il muro con questa è stato ferito al collo il 25enne. I presenti hanno diviso i contendenti, sono stati chiamati i soccorsi ma per Chamkhi non c’era più nulla da fare.

In aula l’imputato, che dopo il delitto era andato in Francia malgrado avesse casa a Cislago e un lavoro come saldatore, ha spiegato di non aver voluto uccidere Chamkhi che non aveva mai visto prima. L’omicidio sarebbe stato un’estrema e drammatica conseguenza di una lite finita male.

“La corte – ha spiegato a Prealpina il legale del tunisino Corrado Viazzo – ha accolto la mia tesi difensiva, è emerso che il mio assistito voleva ledere, nell’ambito della lite, ma non uccidere”.

01062018

1 COMMENTO

  1. Così poco? E sia! Però ESPULSIONE subito e condanna da espiare nelle carceri tunisine fino all’ultimo giorno (carceri tunisine che nulla hanno fa invidiare a quelle italiane) E se qualcuno osa dire che non si può fare, rispondo SALVINI adesso c’è lavoro per te.

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