2 giugno: dai rigurgiti fascisti al debito pubblico, il discorso di Fagioli

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Ecco il testo integrale

Cittadini e Autorità,
il 2 giugno è la festa della Repubblica.
Viene così ricordato il Referendum del 2 e 3 giugno del 1946 che cambiò la forma dello Stato passando dalla Monarchia alla Repubblica.
Sintetizzando al massimo la valutazione di questo passaggio si può azzardare a dire che si è concluso il periodo storico delle dinastie di origine feudale per entrare nell’era della presa di autocoscienza delle genti allo scopo di potere decidere del proprio futuro.
Seppure 72 anni sembrano molti, per una Repubblica sono pochi: la identificano come una ragazzina che sta crescendo e ancora tanto deve imparare di se stessa, ha affrontato diversi periodi politici: dal pericolo del comunismo, i rigurgiti fascisti, al terrorismo, a tangentopoli, al risveglio dell’autonomismo quale contrappeso al centralismo e alla globalizzazione, al bipolarismo fino al ritorno ad un ultimissimo quadro proporzionale.
In questi anni si sono avvicendati periodi di crescita e decrescita economica, dalla ricostruzione, al boom economico, alle crisi energetiche, crisi economiche e del lavoro, in un susseguirsi di alti e bassi.
La elevata scolarizzazione, l’introduzione del divorzio, le tecnologie dell’elettronica e della informatica, hanno cambiato le abitudini delle popolazioni e delle generazioni ad una velocità mai vista nei secoli passati, basti pensare alla televisione con il veloce sviluppo dall’analogico al satellitare, al digitale. La telefonia dal fisso al mobile, ai computer ad internet.
Anche le migrazioni interne e quelle dall’esterno hanno cambiato il modo di vivere e di convivere, le abitudini, il modo di pensare.
Di anno in anno, ancora più che di generazione in generazione cambiano le sensibilità su temi fondamentali per la vita quali l’ambiente, la condivisione degli spazi, del tempo, degli oggetti, della fruizione dei beni culturali, basti pensare a come è cambiato il modo di fruizione della musica, solo per citare un esempio.
La Repubblica, questa bella ragazzina ne ha dunque già passate tante, ma ancora tanta strada dovrà fare per poter diventare più forte e bella. Dovrà capire ed accettare che per governare un territorio così ampio dovrà fare dei cambiamenti e anche velocemente.
Purtroppo il debito pubblico è una triste realtà. Se ne parla da 30 anni quale il male che sarebbe ricaduto sulle generazioni future, ed è esattamente la situazione che stiamo vivendo. Dopo decenni di crescita più o meno forte, negli ultimi 10 anni abbiamo vissuto un veloce declino: per la prima volta le nuove generazioni soffrono una forte disoccupazione e la incertezza di potere programmare il presente ed il futuro. Le aspettative di crescita e di miglioramento dei nostri nonni e dei nostri genitori si sono interrotte per la generazione attuale.
Il debito pubblico è una tagliola che non permette di autodeterminarci a pieno: dobbiamo augurarci e pretendere che chi governa metta mano a quegli enti ed organizzazioni che generano perdite, anche con estremo coraggio, cambiando i modelli gestionali per renderli efficienti nel più breve tempo possibile. I cosiddetti tagli lineari utilizzati sino ad oggi non aiutano gli enti non efficienti e penalizzano gli enti efficienti.
L’Unione Europa, alla quale sono stati ceduti nei decenni pezzi di sovranità, non aiuta o comunque rende più complicato il processo di risanamento, in quanto qualsiasi scelta viene vagliata dai creditori, i quali dal loro punto di vista chiedono garanzie di risultato attraverso politiche che vengono da noi percepite eccessivamente penalizzanti.
Oggi è festa, e ringrazio tutti voi per avere partecipato alla organizzazione di questo pomeriggio, abbiamo la musica, abbiamo i lanci dei paracadutisti, dei veri campioni, siamo in buona compagnia con i rappresentanti delle istituzioni civili e militari, delle associazioni d’arma, della società civile, degli organi di informazione, e dei cittadini che festeggiano nel modo che più ritengono opportuno.

Oggi però per noi saronnesi vi è una festa nella festa. Infatti questa mattina a Varese, come molti di voi sanno, durante le celebrazioni, due nostri concittadini, hanno ottenuto dei riconoscimenti da parte del Presidente della Repubblica.
Il signor Adelmo Adorni, ha ricevuto in premio la medaglia d’oro, quale risarcimento morale alle sofferenze patite durante la prigionia in un campo di concentramento, dopo aver combattuto nella campagna d’Africa per 20 mesi.
Il Colonnello Domenico Conte, è stato insignito della Onorificenza dell’ Ordine al merito della Repubblica quale Commendatore, per i numerosi incarichi ricoperti negli anni di servizio con la Guardia di Finanza e per le attività di volontariato sociale. Ringrazio personalmente il Colonnello Conte ed il signor Adorni per il lavoro che hanno svolto negli anni al servizio dello Stato e per aver portato ulteriore prestigio alla nostra Città.
Oggi è anche la festa della Associazione Nazionale Paracadutisti di Saronno a cui oltre agli auguri, va il particolare ringraziamento per lo sforzo organizzativo dei lanci.
Buona festa della Repubblica.

6 COMMENTI

  1. vedere in piazza per la festa della Repubblica Italiana il gazebo della lega per l’ imdipemdeza della padania mi ha messo allegria

    • Erano quelli della “sola” Lega. E forse se non te ne sei ancora accorto, ma me ne faccio una ragione perché è solo da ieri, governano l’italiana. Buona festa della Repubblica anche a te che stai (ormai solo da ieri) all’opposizione.

      • Intanto nei giorni scorsi avete canceĺlato la scritta “Basta Euro” dai muri della sede di via Bellerio che danno sulla Milano-Meda. La coerenza al potere. Adesso vedremo Salvini agli interni che combina. Voglio proprio ridere.

  2. Intanto nei giorni scorsi avete canceĺlato la scritta “Basta Euro” dai muri della sede di via Bellerio che danno sulla Milano-Meda. La coerenza al potere. Adesso vedremo Salvini agli interni che combina. Voglio proprio ridere.

  3. Qualche leghista della prima ora si rivolterà nella tomba per le risate che gli sta fornendo spontaneamente il giovane che pur di provare l’ebbrezza di governare una vera Nazione e non un’illusione come la Padania si è arrampicato su un roseto a cinque punte, sottoscrivendo accordi e promesse irrealizzabili, sfruttando i consensi dei propri patner, ignorati e messi all’angolo al momento opportuno. Chi scivolerà per primo? Attendiamo fiduciosi e pazienti. I matrimoni forzati non hanno mai avuto futuro.

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