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Profughi a Solaro, chi sono e da dove vengono

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SOLARO – Il primo contatto è semplice: alcuni dei ragazzi sono seduti sulle panchine in piazzetta e non hanno problemi a scambiare qualche chiacchiera. Parliamo in un misto tra inglese e italiano con Mohamed e Mohsin e scopriamo che abitano in dieci nella palazzina di via Mazzini. Ci invitano anche a visitare gli appartamenti. Cinque sono arrivati venerdì, altri cinque lunedì, età compresa indicativamente tra i 30 e 40 anni. Vengono da Lambrate, dove sono stati negli ultimi due anni, dal loro arrivo in Italia. In realtà vengono da Pakistan, Bangladesh e qualcuno, ci tengono a precisare, dal Kashmir, zona di perenne conflittualità tra Pakistan e India. Non i soliti profughi richiedenti asilo africani o mediorentiali, per capirsi dalla Siria o dall’Africa Nera, attraverso il Mediterraneo. Alcuni di loro lavorano, consegnano volantini pubblicitari porta a porta. Ad attivare il progetto di accoglienza secondo disposizione della Prefettura è il consorzio Comunità Brianza società cooperativa sociale. Il contratto di affitto è della durata di sei mesi, o almeno questo per iniziare. Sul sito del Consorzio si legge: «Scopo consortile e mutualistico, non di lucro: agevolare ogni iniziativa in forma coordinata tesa a perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione, sia diretta che tramite le cooperative consorziate, di servizi socio-sanitari ed educativi e lo svolgimento di attività diverse finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Particolare riguardo è dato alla gestione di attività rivolte alle diverse tipologie di persone in stato di disagio, specialmente nell’ambito delle categorie dei minori, disabili, anziani e malati». Tra le attività: servizi di supporto e di consulenza ai consorziati, anche tramite funzione di “general contractor”, attività di formazione, iniziative di informazione e sensibilizzazione dei cittadini e degli enti pubblici sui temi dell’integrazione sociale, del lavoro e dell’ambiente, coordinamento del rapporto con enti pubblici e privati e promozione di nuove iniziative di cooperazione sociale. Non si parla di accoglienza, ma si tratta di un gruppo di 24 diverse cooperative, alcune delle quali con precedenti esperienze nel campo, anche se in questo caso sarebbe proprio la Comunità Brianza a gestire il tutto.

28062018

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