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Il Pd riparte da Varese: appello all’unità in vista del congresso nazionale

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Identità, territorio, nuova forza e confronto con i cittadini. Queste le parole d’ordine sottolineate durante l’incontro “Ripartiamo da Varese e dalla Lombardia: proposte per una nuova agenda” che ieri sera ha visto il padiglione Laura Prati a Schiranna in Festa “sold out”. Il segretario provinciale e consigliere regionale Samuele Astuti, ha introdotto la serata: “Siamo qui per fare il punto dopo quella che dobbiamo definire una cocente sconfitta – ha detto – consapevoli che possiamo ritrovare la barra in vista delle elezioni europee”. Ospiti della serata il parlamentare PD Ivan Scafarotto, il consigliere regionale e segretario metropolitana PD Milano Pietro Bussolati e l’onorevole PD Maria Chiara Gadda, chiamata sul palco dallo stesso Astuti. “Alla vigilia dell’Assemblea nazionale che deciderà della linea del Partito democratico nei mesi a venire, credo sia giusto aprire una discussione ampia e approfondita a partire dai territori – ha detto Scalfarotto – Il PD necessita di una direzione condivisa e autorevole, che può nascere solo dal confronto delle idee e dal responso degli iscritti e degli elettori delle primarie”. Scalfarotto ha messo l’accento sul ruolo fondamentale del nostro territorio: “Varese, Milano e la Lombardia hanno molto da dire: questa regione è la culla del riformismo italiano e qui si concentra una visione della società che tiene insieme l’operosità e l’umanesimo, il merito e l’inclusione, la modernità e la consapevolezza delle nostre radici. Da qui può partire un contributo essenziale per il futuro della sinistra e del Paese”. E se Scalfarotto ha indicato la direzione, a Bussolati il compito di “parlare del parlare del partito – ha detto, rimarcando – ma è giusto così, io, come Samuele, sono un operaio del partito”. Il consigliere regionale e segretario metropolitano Milano è entrato subito nel vivo della questione: “La costruzione di una classe dirigente rinnovata, la scelta di priorità chiare sul lavoro, l’ambiente e i diritti sono alla base della nostra ripartenza”, ha spiegato Bussolati, rimarcando la necessità per il PD di trovare una tematica propria. “La Lega ha l’immigrazione, il M5S ha la casta. Noi abbiamo ottime competenze ma non un’identità caratterizzante”. Tematiche che, gioco forza, devono essere legate alle peculiarità dei territorio: “Qui al nord e in particolare in Lombardia abbiamo la possibilità di coniugare il bisogno di protezione e tutela con le esigenze di sviluppo e competitività. Non ci aspettano anni semplici ma noi possiamo essere protagonisti, senza paura. Per questo motivo serve un congresso che si apra in tempi certi e brevi, che ci metta nelle condizioni di mescolarci e ripartire già con le elezioni europee. Non serve sbandierare modelli ma serve un ritmo che nelle città lombarde abbiamo saputo impostare in questi anni”. Ha spiegato Bussolati. Sulla rotta del Partito Democratico è intervenuta anche Gadda: “difficile oggi stare all’opposizione, soprattutto dopo 5 anni di buon Governo – ha detto l’onorevole – ma è un ruolo che dobbiamo vivere sino in fondo. Affrontando i nostri temi, senza lasciare che siano gli altri a scrivere la nostra agenda. Continuando ad ascoltare i territori, ad ascoltare i cittadini”. La sintesi della serata, infine, è venuta da Astuti: “questa sera abbiamo parlato di Partito Democratico e soprattutto di quella che deve essere la sintesi e quali saranno i prossimi passi da fare – ha spiegato il segretario provinciale – ne vogliamo riparlare sabato 21 luglio alle 17, sempre qui a Schiranna in Festa, con tutti gli iscritti per ripartire insieme”.

2 COMMENTI

  1. Ho letto con attenzione i buoni propositi espressi dagli intervenuti e condivido in pieno la base da cui ripartire da subito: “La costruzione di una classe dirigente rinnovata, la scelta di priorità chiare sul lavoro, l’ambiente e i diritti sono alla base della nostra ripartenza” ……. “il PD deve trovare una tematica propria”. “La Lega ha l’immigrazione, il M5S ha la casta. Noi abbiamo ottime competenze ma non un’identità caratterizzante”. La nostra identità caratterizzante è essere operai della politica che indica come iniziare con umiltà un percorso formativo puntando su tematiche vicine agli elettori ed in particolare “creare lavoro reale e non fittizio” per non illudere i giovani, dare spazio alle nuove generazioni che hanno interesse a formarsi politicamente con la consapevolezza che tale attività richiede di mettersi a totale disposizione della collettività.

  2. Il Pd non parla ágli operai impiegati quadri ma alla parte improduttiva del paese potete fare tutte le iniziative che volete ma siete morti .Amen

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