COMASCO – I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cantù, con la collaborazione dei colleghi della stazione di Cantù, nel corso delle prime ore del mattino di martedì 14 agosto, hanno tratto in arresto in flagranza di reato, nei pressi del centro storico di Cantù (in via Fiammenghini), un cittadino italiano classe 1978, originario della Liguria ma residente ad Alessandria, ed un rumeno classe 1997, domiciliato a Monza, entrambi responsabili del reato di estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Il provvedimento è scaturito a seguito della denuncia sporta lo scorso 9 agosto a Cantù, negli uffici del Nucleo operativo, di un cittadino comasco il quale era diventato bersaglio di continue e ripetute richieste estorsive da parte dei due.

Più nello specifico, la vittima, in un momento di difficoltà dal punto di vista sentimentale, avrebbe reperito su un sito internet il contatto di una “accompagnatrice” transessuale, rivelatasi poi essere l’italiano, Il rapporto alla fine non c’era neppure stato perchè il cliente poi ci aveva ripensato. Ma il trans avrebbe preteso l’intera corresponsione pattuita, e non soltanto. Da qui, infatti, l’inizio del continuo ricatto. Più somme di denaro, corrisposte dalla vittima ai suoi aguzzini, in cambio del silenzio di questi ultimi, che hanno insistentemente minacciato il maltapitato di rivelare il loro “segreto” ai suoi familiari. Continui esborsi di denaro che, in totale, nel periodo compreso tra il 5 e il 13 agosto hanno superato i 16 mila euro. Le minacce, giunte sia verbalmente sia attraverso messaggi “Whatsapp” da entrambi i due soggetti (che peraltro alternativamente hanno riscosso le somme di denaro), si sono protratte, per l’appunto, fino all’ultima richiesta estorsiva, giunta nella serata del 13 agosto, quando, a seguito delle denuncia presentata da una vittima ormai esasperata dalle continue richieste, è stato predisposto un’apposita e mirata operazione condotta dai militari operanti. Blitz, ovviamente, giunto a corollario di una serie di accertamenti documentali e approfondimenti investigativi che hanno escluso qualsiasi dubbio circa l’entità del reato e le responsabilità dei due. All’esito di tali approfondimenti, dunque, i militari sono intervenuti nel luogo concordato per l’appuntamento della consegna di denaro e al momento della consegna dei soldi hanno bloccato, non senza qualche difficoltà, i due indagati, rinvenendo la somma di denaro appena ceduto dalla vittima. Gli arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Como in attesa di giudizio.

18082018