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Giuseppe Radice: tutti i soprannomi dei saronnesi

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SARONNO – Sala gremita venerdì sera all’istituto Padre Monti per la presentazione del 34esimo libro di Giuseppe Radice amatissimo poeta saronnese. In platea un autentico parterre di autorità gli ex sindaci Luciano Porro e Gianluigi Stucchi, ex assessori come Giuseppe Nigro e consiglieri comunali come Mauro Lattuada e Carlo Mazzola. Tanti anche gli esponenti della società civile da Gigi Biffi, che ha firmato la copertina del libro, al circolo Tramway a tantissimo volontari di Radiorizzonti.

A fare gli onori di casa, con simpatia e savoir faire Carlo Legnani che ha contribuito a raccontare i tenuti di “Saronno che sfugge” con Enrica Rossi e Alessandro Carugati

A suscitare interesse e curiosità tra i presenti, che non hanno resistito alla tentazione ad iniziare sfogliare il libro, soprattutto la parte dedicata ai 2 mila soprannomi saronnesi raccolti “come un segugio” ha detto Rossi, da Radice che ha arricchito con questa autentica pagina di quotidianità saronnese una raccolta di poesie in dialetto con suggestioni tutte saronnesi.

“Questo libero è un succoso frutto – ha esordito la saronnese che ha firmato una breve presentazione del libro – di un albero molto proficuo che ha radici nella storia e nella conoscenza per la città”. La prima parte della serata è stata dedicata alla lettura di poesie in dialetto dedicata a realtà cittadina: Carlo Legnani ha emozionato la platea con una sentita interpretazione di quella dedicata a Radiorizzonti e l’autore Radice ha letto un componimento tratteggiando la figura di Maria Lattuada “la madre Teresa di Calcutta di Saronno”. Non sono mancati aneddoti ed episodi entrati a far parte della memoria collettiva e condivisi dall’autore con il proprio pubblico. Ad emozionare la platea la lettura realizzata da Giuseppe Radice di una poesia dedicata alla madre. Il libro è stato pubblicato con il contributo della Società Storica e il ricavato servirà a finanziare alcune associazioni solidali saronnesi.

11112018

3 COMMENTI

  1. Un’opera letteraria frutto della cultura saronnese che fa rivivere la musicalità della lingua dialettale che non deve “sfuggire” alla memoria di questa città. Un patrimonio che è l’espressione vera e reale di una vita comunitaria vissuta in altri tempi e che si contrappone al rapporto relazionale odierno sempre più asfittico e sfuggevole.

  2. “Saronno che sfugge” è il titolo di un libro che deve far riflettere tutti i cittadini sullo stato attuale della città di Saronno, non solo dal punto di vista culturale ma anche dal punto di vista di quella capacità politica amministrativa locale di cui la città ha necessità di avere.

  3. grande Giuseppe sia come scrittore che come calciatore di un SARonno dei tempi d oro , con i tifosi che gridavano Lazaruni

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