VARESE – Al collegio De Filippi di Varese nei giorni scorsi si è svolto l’incontro – organizzato dalla segreteria provinciale Pd – di presentazione del libro “Le riforme dimezzate. Perché lavoro e pensioni non ammettono ritorni al passato”. L’autore Marco Leonardi, economista e già consigliere economico della presidenza del Consiglio con i Governi Renzi e Gentiloni, ha dialogato nel corso della serata con Rodolfo Helg della Liuc di Castellanza, il sindacalista Cisl Sergio Moia e il giornalista de Il Sole 24 Ore Marco Alfieri. Ha introdotto la serata il segretario provinciale Pd e consigliere regionale Samuele Astuti.

Portando l’esperienza personale di tecnico che si è misurato concretamente con il governo, Leonardi ha parlato di quattro riforme da lui direttamente curate: jobs act, pensioni, misure di contrasto alla povertà, welfare aziendale. Per ciascuna di queste ha evidenziato l’importante carico di innovazione che le ha contraddistinte, ma anche alcuni difetti. Nel caso delle pensioni, per esempio, un difetto di timidezza: la riforma del Governo Gentiloni di fatto già superava la Legge Fornero, introducendo la possibilità di anticipare l’età di pensionamento per molti, soprattutto per i lavoratori più fragili. Non è stata spiegata con sufficiente forza e questo “ha lasciato campo libero alla propaganda di Lega e Cinque Stelle”. Tutte le riforme rispondevano, però, a un chiaro disegno: modernizzare il Paese colmando ritardi di anni per renderlo adeguato ad affrontare le sfide della competitività e della coesione. Cancellare queste riforme o sostituirle con interventi improvvisati e mal disegnati come il reddito di cittadinanza – condividono i relatori – sarebbe un pericoloso ritorno al passato che il Paese non può permettersi.

14112018