SARONNO / COMASCO – L’identikit dei truffatori in azione nella zona: è stato fatto nel corso di uno dei periodici incontri con i cittadini promossi dai carabinieri. Si è svolto nel corso della mattinata dell’altro giorno un incontro con le persone anziane di Cadorago nel quale il comandante della stazione di Lomazzo, luogotenente Gaetano Lenoci, ha illustrato alcuni consigli pratici per prevenire e contrastare l’odioso fenomeno dei raggiri ai danni dei cittadini ed in particolare dei pensionati. Si è infatti svolta una conferenza negli spazi della chiesa “San Martino” di Cadorago. Il comandante ha sottoposto all’attenzione di tutti i partecipanti la casistica e le contromisure connesse alla truffa del “finto carabiniere”, che di solito viene commessa con modalità molto simili: una coppia di truffatori riesce ad avere accesso all’abitazione dell’anziana vittima presentandosi uno, come dipendente comunale ed in quanto tale si fa accompagnare nell’appartamento con il pretesto di effettuare dei controlli sullo smaltimento dei rifiuti, mentre l’altro che giunge poco dopo, come maresciallo dei carabinieri in abiti civili che deve effettuare un sopralluogo a seguito di furti avvenuti poco prima nella zona. L’anziano, solo in casa, con due estranei ed incalzato dal finto maresciallo che gli rivolge insistenti domande, si fa facilmente distrarre, consentendo così al finto dipendente comunale di impossessarsi del contante e dei gioielli per poi fuggire con il complice; oppure i malviventi si presentano come carabinieri (in abiti civili) e, dopo avere avuto accesso all’abitazione, fingono un precedente furto ai danni della stessa vittima riferendo di aver arrestato un gruppo di nomadi con refurtiva della quale devono accertare la provenienza. Con tale pretesto si fanno mostrare dall’ingenua vittima il denaro ed i preziosi tenuti in casa che vengono quindi facilmente asportati.

C’ anche la variante del “falso avvocato”: i malfattori contattano telefonicamente le vittime chiedendo loro denaro, quale risarcimento per asseriti incidenti stradali o al fine di pagare eventuali contravvenzioni al codice della strada o, ancora, per procedere al risarcimento in sede civile dei danni causati da un loro familiare, asseritamente in “stato di fermo”. I malviventi spiegano alla vittima che il familiare potrà essere rimesso in libertà solo in seguito al pagamento di una somma da consegnare nelle mani di un sedicente avvocato.

Tra i consigli forniti, quello di diffidare di fronte a militari o agenti in abiti civili, anche se mostrano il tesserino: in caso di dubbi sulla qualifica o sull’atteggiamento di persone che suonano al campanello o bussano alla porta in maniera pretestuosa, avvertire subito, sempre, il 112. Alla stessa stregua, la chiamata di sedicenti avvocati che chiedono denaro per un parente in difficoltà, annunciando magari l’invio di un “incaricato” disposto a prelevare soldi dal bancomat: non pagare nessuno ed in nessun caso, rivolgendosi, piuttosto, ad una persona di fiducia o chiamate il 112.

(foto archivio: un precedente incontro pubblico organizzato dai carabinieri per mettere in guardia dai truffatori porta a porta)

20112018