UBOLDO – Una sala gremita, soprattutto di ragazzi, ha accolto l’altra sera a Uboldo la campionessa paralimpica Nicole Orlando. “Vietato dire non ce la faccio” è stato il motto dell’incontro di Nicole con i giovani uboldesi; un incontro organizzato da cinema-teatro “San Pio Sala della comunità” di piazza Conciliazione e Istituto comprensivo “Alessandro Manzoni” di Uboldo e Origgio, in collaborazione con associazione Tutto è super-abile, Un mondo di libri, e con il sostegno di Fondazione comunitaria del varesotto e che si è tenuto nella sala teatrale uboldese. Due ore intense di dibattito con Nicole Orlando che, sollecitata dalla giornalista Eva Musci, ha raccontato la sua straordinaria storia e ha dialogato con il pubblico.

Dagli anni dell’infanzia, quando inizia la propria attività sportiva presso la società Ginnastica La Marmora-Team ability Biella: si cimenta in molte discipline, ginnastica e nuoto su tutte, prima dell’approdo all’atletica leggera. Agli attuali primati italiani nei 100 e 200 metri, nel lancio del giavellotto, nel salto in lungo e nel Triathlon. Fino all’approdo in Nazionale in occasione dei Campionati europei Iaads Roma 2013, a soli 20 anni dove è subito protagonista vincendo tre medaglie d’oro.

Poi le vittorie agli Open european championships Iaads in Portogallo e in Sudafrica dove, al suo primo Campionato del Mondo, Nicole vince l’oro nei 100 metri, nel salto in lungo, nella staffetta 4×100 e fissa un nuovo record del Mondo nel triathlon, dedicando la vittoria alla nonna da poco scomparsa. Ma Nicole ha raccontato anche della sua performance nel musical “Loser” della compagnia Overdrive e al programma televisivo di Rai Uno “Ballando con le stelle”. Ha raccontato di essere orgogliosa di essere stata citata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno come una delle tre donne emblema d’Italia. E infine del suo incontro con Papa Francesco al quale ha detto: “Vai avanti così che spacchi!”

Poi tante domande e curiosità da parte dei più giovani alle quali Nicole si è concessa con grande disponibilità. “Io adoro i bambini mi piacciono molto” ha detto. E a chi gli ha chiesto della sindrome di down ha risposto che per lei la sindrome di down è felicità; lei è felice di essere così. “E’ bello essere diversi. Un mondo di uguali sarebbe orribile”. Infine un consiglio a tutti i ragazzi: “Studiate prima di tutto e ascoltate i vostri genitori e i vostri insegnanti. E in tutte le cose che fate metteteci testa, cuore e gambe. E non dite mai non ce la faccio”. Al termine dell’incontro la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Alessandro Manzoni” di Uboldo e Origgio ha premiato i ragazzi che si sono diplomati lo scorso mese di giugno con il massimo dei voti.

05122018

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