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Città

Don Barbareschi: “Il fascismo c’è ancora. E dobbiamo resistere”

27 Gennaio 2014

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Don Barbareschi: “Il fascismo c’è ancora. E dobbiamo resistere”
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SARONNO – Ha letteralmente incollato alla sedia i quasi 500 studenti presenti al teatro Pasta don Giovanni Barbareschi scout del gruppo clandestino Aquile Randagie (1943-45), partigiano, cappellano delle Brigate Fiamme Verdi, Medaglia d’Argento della Resistenza e giusto tra le Nazioni protagonista di un incontro che si è tenuto stamattina nell’ambito della Giornata della Memoria.

L’appuntamento, organizzato dall’Amministrazione con Anpi, Gruppo della memoria, Aned, Acli, Agesci, Auser, Masci, Associazione La Traccia, L’Isola che non c’è, Istituto Padre Monti, Società Storica Saronnese e Fondazione Mons. Andrea Ghetti – Baden, è iniziato con un video che ha raccontata la storia delle Aquile Randagie scout che, dopo lo scioglimento dell’associazione decretato dal regime fascista, continuarono la loro attività formando un’organizzazione clandestina per l’espatrio di ebrei, antifascisti e prigionieri alleati.

A catalizzare l’attenzione degli studenti, di terza media e delle superiori, è stato però l’intervento di don Barbareschi che ha letteralmente catturato i ragazzi con la sua forza e lucidità. “Il fascismo c’è ancora – ha esordito – e dobbiamo resistere. Non è solo una dottrina, un partito, una camicia nera o un saluto romano. Il fascismo è un modo di vivere, una mentalità. E’ arrendersi per amore del quieto vivere o di una carriera. E’ la verità che viene falsata, ridotta, tradita resa strumento per i propri fini”.

L’ultima aquila randagia ha raccontato anche la propria storia di partigiano a partire da quando un compagno ferito con le Ss che incompevano sul rifugio gli si presentò con la pistola chiedendo di essere ucciso per evitare di correre il rischio di tradire i compagni: “E’ stato il momento più difficile della mia vita partigiana – ha spiega Barbareschi – alla fine siamo scappati con il ferito con una barella costruita al momento. E ci siamo salvati tutti. Qualsiasi codice ci avrebbe permesso di uccidere quella creatura come estrema difesa, ma era un uomo. E l’uomo va sempre rispettato“.

All’età di 92 anni don Barbareschi rilancia un appello al momento politico e ai giovani:”Io ho rischiato molto e l’ho fatto perchè credevo che aiutare gli altri in qualsiasi circostanza fosse la cosa più bella e l’unica che dava un senso alla vita. Oggi non rischia più nessuno. Nessuno si mette più in gioco per amore delle libertà si preferisce stare seduti e pensare alla carriera”. L’amore per la libertà è proprio il valore assoluto che don Barbareschi ha trasmesso ai ragazzi: “E’ vero che sono un religioso – ha spiega – ma tra essere santo ed essere libero, io preferisco essere libero”.

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27012014

Sara Giudici
27 Gennaio 2014
  • Città
  • don barbareschi
  • saronno
  • scout

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Commenti

  • Avatar Anonimo ha detto:
    29 Gennaio 2014 alle 13:26

    la chiesa esiste, i pagani devono resistere 😉

    Rispondi
  • Avatar ER RETICO ha detto:
    27 Gennaio 2014 alle 21:31

    chi avrebbe potuto immaginare che l’Italia post-fascista sarebbe finita in questo modo ? – sicuramente non quelli che si sono battuti , certamente quelli, e sono tanti, che sulla politica ci campano a spese degli altri – non manca la democrazia mancano gli italiani

    Rispondi
  • Avatar Anonimo ha detto:
    27 Gennaio 2014 alle 16:16

    tagliare l’acqua alla casa, lasciare persone senza un tetto, fascismo?

    Rispondi
    • Avatar un altro anonimo ha detto:
      27 Gennaio 2014 alle 20:23

      prendere altrui proprietà, fermare una città intera (e relativi cittadini), usare altrui risorse senza chiedere permesso… tutto solo ‘perchè mi va’, fascismo?

      Rispondi
      • Avatar Franco ha detto:
        28 Gennaio 2014 alle 0:51

        Se definisci la protesta la disobbedienza civile e la riappropriazione di risorse primarie (casa) come fascismo allora, lasciatelo dire, sei perlomeno in cattiva fede.
        Non sto nemmeno ad argomentare storicamente la nullità delle tue affermazioni. Semplicemente bollare come fasciste le proteste è, questo sì, un attegiamento fascista.

        Rispondi
        • Avatar sempre quell'altro anonimo ha detto:
          28 Gennaio 2014 alle 15:17

          ‘argomentare storicamente’… si fa uso di strano avverbio.
          storicamente si fissa l’inizio del periodo fascista con la famosa ‘marcia su Roma’… che era una manifestazione di rivendicazione di ciò che si riteneva diritto; se il re non avesse soddisfatto le richieste dei manifestanti questi avrebbero cercato di ottenere ‘i diritti’ con la forza.
          chiaramente ‘la marcia su Roma’ aveva un intento eversivo, ma resta una manifestazione.

          sui fatti relativi ‘gli edifici occupati’ non siamo esattamente in tema di ‘disobbedienza civile’, ossia ‘contro una determinata legge/norma/etc’: si va ben oltre. si decide di alienare il diritto di proprietà di altre persone piegandolo ai propri fini/bisogni… tutto in nome della ‘propria volontà’, rappresentando solo sè stessi.

          Rispondi
  • Avatar cittadino ha detto:
    27 Gennaio 2014 alle 14:39

    … fascismo e comunismo … non hanno insegnato niente ?

    Rispondi
    • Avatar Franco ha detto:
      27 Gennaio 2014 alle 20:37

      Chissà perchè quando qualcuno sente parlare male del fascismo subito deve rigirare la frittata tirando fuori le morti dei regimi comunisti… Un modo come un altro per spostare l’attenzione e parlare male dei comunisti mangiabambini?

      Rispondi
    • Avatar RobinH ha detto:
      27 Gennaio 2014 alle 15:27

      in Italia si è dovuto combattere il fascismo (da noi il comunismo non ha mai attecchito) che ha fatto i danni che oggi giorno della Memoria si vuole ricordare. Probabilmente in altri paesi il comunismo ha insegnato le stesse cose, ma ciascuno si deve curare per le malattie di cui soffre

      Rispondi
      • Avatar IOTU ha detto:
        27 Gennaio 2014 alle 17:20

        Nazismo e comunismo sono due specie all’interno dello stesso genere. Entrambi vogliono costruire una società perfetta eliminando tutto ciò che si oppone al raggiungimento dello scopo.

        Eppure il primo è ricordato come un incubo, il secondo è solo rimosso dalla coscienza.Che gli orrori del comunismo siano in Italia un tabù, è noto.

        Come si può dire che “ciascuno si deve curare per le malattie di cui soffre!!!!” forse che i crimini del comunismo non ci appartengono .

        Si sono dimenticati i massacri delle foibe, ai danni della popolazione ITALIANA della Venezia Giulia e della Dalmazia !!!!!

        Se si parla , se si vuol far conoscere se si vuol far ricordare ,se non si vuol dimenticare si deve fare per entrambi : nazismo e comunismo

        LA STORIA E’ LA STORIA E VA RACCONTATA PER QUEL CHE E’ E NON PER IL COLORE POLITICO D’APPARTENENZA SE SI CREDE DI NON VOLER RIPETERE GLI ERRORI DEL PASSATO!!!!!

        Rispondi
        • Avatar marco c ha detto:
          28 Gennaio 2014 alle 16:09

          secondo IOTU,non mi rendo conto di quello che scrivo.sono spiacente:quando qualcuno parla di colori e si riferisce a idee poiltiche mi viene l’orchite.quando poi accenna alle foibe mi accarezza con le ortiche. o ci sei o ci fai. grazie

          Rispondi
        • Avatar Franco ha detto:
          28 Gennaio 2014 alle 0:57

          E basta con questo revisionismo storico sulle Foibe. Vedi te che se l’Italia non avesse fatto quel che ha fatto in quelle zone di mondo, come tante schifezze sono state fatte anche altrove, non sarebbe successo quel che è successo. Forse che le vittime infoibate sono vittime del fascismo italiano, e non di altri?!

          Rispondi
        • Avatar marco c ha detto:
          27 Gennaio 2014 alle 19:55

          la tua idea d’amore non coincide con la mia,come i nostri ideali.tu difendi un sistema autoritario,un regime,ne ho le palle piene di queste lezione di storia. i regimi totalitari non hanno bisogno del consenso.sono il consenso.TU sei uno che difende i regimi totalitari.IO difendo la libertà da ogni regime. grazie

          Rispondi
          • Avatar IOTU ha detto:
            27 Gennaio 2014 alle 22:18

            Marco, ma ti rendi conto di cosa stai dicendo :A) non è la MIA teoria d’amore ma sono le indicazioni della Chiesa che dovrebbero essere seguite da chi è prete ; quindi hai dato ad un sacerdote la tua idea di amore B) io difendo il regime totalitario Quale??” …MA TI RENDI CONTO DI CHE COSA STAI DICENDO ….

      • Avatar cittadino ha detto:
        27 Gennaio 2014 alle 16:56

        La violenza sia che venga dal fascismo sia dal comunismo e di dati ce ne sono in abbondanza non ha territorio, non ha colore .Da parlare e da condannare sono entrambi . Scarsa correttezza anche storica e info distorta chi parla solo di una parte.
        La violenza , il non rispetto della vita non è a senso!!!!!!!

        Rispondi
        • Avatar marco c ha detto:
          27 Gennaio 2014 alle 17:50

          caro cittadino sei meno libero di quanto vanti,il fascismo è qui ,ora e adesso e tu ne sei complice.lo stiamo vivendo e facciamo fatica a riconoscerlo.le parole di questo prete sono parole d’amore,di uno smisurato amore per la libertà,la stessa libertà che viene calpestata quotidianamente.Nostra patria è il mondo intero,nostra legge la libertà.non è solo una scritta sul muro del telos,è un invito a pensare, disobbedire, ribellarsi. grazie

          Rispondi
          • Avatar IOTU ha detto:
            27 Gennaio 2014 alle 19:08

            Marco,
            la tua libertà può negare la libertà altrui di un godimento di un proprio bene quale la casa che non è di chi l’abita ma di chi, con sacrifici, l’acquista o affitta, nel rispetto della legge?

            Se la tua patria è il mondo intero: senza dubbio non potrai vedere il mondo a metà o solo nero o solo rosso. Questa tua patria che dici d’essere il mondo ha una storia fatta di nazismo nero e nazismo rosso, fatta di esempi di grandi uomini fatta da piccoli uomini.

            Chi parla d’amore non parla di rosso o di nero, va oltre molto oltre, almeno dovrebbe.

            Quelle del prete dici che “sono parole d’amore,di uno smisurato amore per la libertà,la stessa libertà che viene calpestata quotidianamente”

            No quelle del prete , in quanto tale, dovrebbero essere parole d’amore (detto anche «carità»): un rapporto che una persona decide di stabilire con un’altra persona, rapporto che ha come scopo unicamente il bene dell’altra persona.

            “telos,è un invito a pensare, disobbedire, ribellarsi.” manca l’invito a a fare, a lavorare ……

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