SARONNO – Si sono incontrati, hanno parlato per una mezz’ora ma ognuno è rimasto sulle proprie posizioni senza trovare una soluzione ad un problema destinato a scoppiare a breve. Il riferimento va il sindaco Luciano Porro e ai ragazzi del Comitato auto-organizzato saronnesi senza casa che sabato 3 novembre a meno di 24 ore dall’occupazione della palazzina di via Don Luigi Monza hanno avviato un dialogo. A farsi avanti è stato il primo cittadino che si è recato alla palazzina con il comandante della polizia locale Giuseppe Sala. 

PORRO:”USCITE E’ PERICOLOSO”

<E’ stato un incontro molto franco e dai toni pacati ma senza ricadute immediate – ha dichiarato il primo cittadino – la loro posizione è chiara sono impegnati in una denuncia sociale e politica portata avanti in modo civile e senza violenza ma purtroppo la realtà con cui dobbiamo fare i conti è molto diversa>. Non a caso il sindaco ha invitato i ragazzi ha lasciare lo stabile: <Non è agibile e non è abitabile – ha rimarcato Porro – c’è il rischio che si facciano male e il nostro primo dovere come amministratori e come uomini è di tutelare la sicurezza di tutti>. Ma non solo:<C’è anche un problema di giustizia sociale – ha concluso – ci sono decine di persone in difficoltà che aspettano il loro turno in graduatoria non si possono essere favoritismi. Quella della casa è un’emergenza ma per affrontarla bisogna rispettare i limiti imposti dalla legge>.

SENZA CASA:”LA STRUTTURA E’ SICURA NON LA LASCEREMO AL DEGRADO

Poche ore dopo l’incontro la risposta, diffusa tramite Facebook dal Comitato: <Quello del sindaco sulla stabilità della struttura è un allarmismo ingiustificato, la verità è che, in caso di nostro sgombero, per l’assenza di fondi la palazzina al civico 18 di via Don Monza verrà murata e lasciata al degrado>. Insomma i giovani non usano mezze parole per spiegare la propria posizione: <Non è la prima volta – si legge nella nota – che il fattore sicurezza viene utilizzato strumentalmente per delegittimare le occupazioni: si tratta della solita e banale strategia mediatica collaudata da parte delle autorità. Abbiamo avuto modo di consultare un architetto riguardo alla supposta inagibilità dello stabile, il quale però ha ridimensionato l’allarmismo opportunista del sindaco>. L’occupazione quindi va avanti: anche nella giornata di ieri i giovani hanno proseguito con le opere di pulizia e “ristrutturazione” della palazzina che era disabitata da oltre 7 anni.