SARONNO – “In provincia di Varese il 43% delle persone che lavorano lo fanno in un’impresa manifatturiera. Questo vuol dire che 1 su 2 di voi lavorerà nell’industria”. Un messaggio, quello del Presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriali varesina, Gianluigi Casati, rivolto ad una platea di 40 studenti delle scuole medie del territorio. Ragazzi che hanno assistito per una mattina ad una lezione del tutto particolare, improntata sulla piccola e media impresa: che cos’è, cosa fa, quanto è presente nel Varesotto, quali sono le opportunità lavorative che offre. In due parole: PMI DAY, la Giornata Nazionale coordinata in tutta Italia dalla Piccola Industria di Confindustria e che a livello locale ha visto protagonisti i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Statale Ignoto Militi di Saronno e della Scuola Media Paolo VI dell’Istituto Lodovico Pavoni di Tradate, riunitisi nella Sede di Saronno dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese.
“Siamo un territorio di imprenditori”, ha detto loro Gianluigi Casati che nel suo intervento-lezione ha spiegato come nel Varesotto “esista un’impresa ogni 14 abitanti, uno dei dati più alti d’Italia”. A farla da padrone nel panorama produttivo all’ombra delle Prealpi sono soprattutto le Pmi. Un esempio viene dalla stessa compagine associativa dell’Unione Industriali in cui, ha spiegato Casati, “le imprese con meno di 100 dipendenti, ossia quelle che vengono classificate come piccola industria, sono il 92% del totale”.
Piccolo, ma globale. “Si parla più inglese in una piccola azienda manifatturiera del nostro territorio che in qualsiasi altro posto di lavoro”, ha ricordato Casati snocciolando i numeri del livello di internazionalizzazione dell’industria varesina. “Che esporta il 36,9% del valore aggiunto prodotto e che per ogni 100 euro di prodotti importati, ne vende all’estero 144”. Cosa vuol dire questo per dei ragazzi delle scuole medie: “Se volete avere importanti chance lavorative nell’industria l’inglese deve essere la vostra prima lingua”.
E le altre qualità su cui deve investire un giovane che vuole lavorare nell’industria? Quelle emerse da una recente indagine di Confindustria Lombardia, che ha posto la stessa domanda a più di 200 aziende, sono la capacità di lavorare in team, quella di adattarsi, di vedere il cambiamento come una chance e non come un limite, sapersi mettere costantemente in discussione (“non smetterete mai di studiare”).
Competenze trasversali per qualsiasi figura lavorativa. Tra le più richieste oggi nelle Pmi manifatturiere ci sono quelle di contabile e impiegato amministrativo (settore amministrativo), di tecnico di laboratorio o di controllo qualità (industria chimica), di manutentore impianti o tecnico di automazione (settore elettronico), di programmatori o sistemista (settore ICT), di tecnico di produzione, disegnatore, operatore macchine utensili, progettista (industria meccanica).
Le occasioni sono più di quelle che si pensi. Perché nell’industria non c’è solo bisogno di operai. Un esempio concreto è stato quello proposto ai ragazzi dalla KOH-I-NOOR, azienda di Tradate che realizza prodotti per toeletta e accessori bagno, il cui amministratore delegato, Gianluca Marvelli ha spiegato l’attività della sua impresa attraverso il percorso di vita di un prodotto. Dall’ideazione, al lancio sul mercato: intorno al successo di un sedile da usare sotto alla doccia vi lavorano il designer, l’amminsitratore delegato, il responsabile di prodotto, il tecnico, il direttore marketing, il direttore commerciale, fino alle attività di comunicazione che fanno capo all’ufficio stampa e alla nuova figura del social media manager. Un lavoro di squadra dove ognuno deve saper rispondere ad una domanda e alle diverse esigenze del consumatore.
Anche questo è PMI.