SARONNO – Gli universitatori saronnesi solidarizzano con gli studenti delle scuole superiori pubbliche saronnesi, ormai da settimane in mobilitazione contro i “tagli” nell’istruzione.

Adesso c’è anche una lettera aperta.

“A Saronno noi ragazzi e ragazze nate a fine anni ’80 non avevamo mai visto un’agitazione studentesca paragonabile a quella di quest’anno, sia per quantità che per qualità. Infatti a fronte di un coinvolgimento impressionante – il corteo del 31 ottobre è stato invaso da tre mila studenti, metà della popolazione studentesca saronnese – anche le rivendicazioni studentesche appaiono diverse dal solito: anziché basare ogni loro azione su scadenze e argomenti riguardanti la riforma si sono dotati di un proprio calendario, senza rincorrere gli ultimatum ma organizzando mobilitazioni in base alle forze e ai tempi che di volta in volta più si confacevano alle loro esigenze. Inoltre sui loro striscioni, nei loro cori e nei loro volantini oltre alle giuste proteste contro la riforma che ancora una volta limita lo spazio per una libera circolazione di saperi nelle scuole si scagliano contro la pressante autorità, a favore di un’istruzione libera e quindi liberata.

Uno striscione recitava:”Diserta la scuola Rifiuta i comandi”, un altro “No alla scuola-azienda”. Noi che da qualche anno frequentiamo l’università (pubblica) non possiamo che rispecchiarci in queste parole, in questi inviti. L’università infatti non è che il degno prosieguo di ciò che iniziano ad inculcarti sin dalle superiori: l’istruzione serve a trovare un lavoro decente, impara a stare al tuo posto e a chiedere il permesso anche per respirare, la meritocrazia come nuovo dogma indiscutibile. Inutile dire che tutto questo non ci piace, ci piace invece l’autostrada bloccata dal corteo studentesco, ci piacciono le autogestioni, ci piace il subbuglio che partendo proprio da Saronno si è allargato a macchia d’olio in tutta la provincia di Varese. Nemmeno ai tempi dell’onda studentesca contro la Gelmini la provincia di Varese si era mobilitata in questo modo, a Milano c’erano ogni giorno cortei oceanici, ma dalla provincia si raggiungeva la metropoli in sole poche decine di irriducibili. Parlando con gli altri studenti di manifestazioni e autogestione pareva di parlare in arabo.

Eppure solo dopo qualche anno queste pratiche si sono nuovamente diffuse come nemmeno nei migliori sogni avremmo potuto sperare. Giusto il tempo per togliersi la polvere di dosso ed ecco migliaia di studenti in mobilitazione continua, con idee e pratiche e con l’incoscienza e la splendida esuberanza tipica dei ragazzi. Stupendo. Con queste poche righe volevamo esprimere totale condivisione d’intenti con gli studenti medi di Saronno e anzi ringraziarli per averci mostrato come sia realmente possibile unirsi, coordinarsi e ribellarsi. Alla nostra generazione fatta di discoteche e fascistelli serviva una lezione di dignità.

Saremo al vostro fianco se scenderete di nuovo nelle strade, seguiremo con interesse ogni autogestione e ogni occupazione e se possibile ci incontreremo per unire le forze.

Universitatori di Saronno e dintorni