CARONNO PERTUSELLA – Dopo aver urlato la propria rabbia davanti alla Scala i lavoratori dell’Ims tornano a rivolgersi al mondo delle spettacolo, quell’industria di cui si sento parte per aver prodotto e distribuito per cinquant’anni musicassette e cd.

Lo fanno con una lettera piena di amarezza e delusione per la fine della propria azienda fallita per problemi gestionali e in procinto di essere smembrata nonostante nell’ultimo anno sia stata trovata un’azienda interessata a riavviare la produzione.

Ecco il testo della missiva che è stata inviata a Vasco Rossi, vero padrino dei 103 lavoratori che l’hanno incontrato nel suo studio a Bologna, Gianni Morandi che ha portato il dramma delle famiglie sul palco dell’Ariston, Francesco Guccini, il primo a dare visibilità ai lavoratori, Patti Pravo che ha espresso tutto il suo sdegno per la fine dell’azienda e Fiorella Mannoia che ha invitato i lavoratori al proprio concerto

Carissimi,
vi scriviamo per informarvi, per sperare ancora e anche per sfogare un po’ la nostra rabbia.

Per un anno abbiamo lottato per la nostra fabbrica, la Ims(ex Emi Music) di Caronno Pertusella, affinchè riprendesse a produrre.

Ad oggi non possiamo che constatare che nessuno dei tanti politici che pur sono passati al presidio, ha saputo dare un senso alla visita ai lavoratori, che con dignità hanno difeso il proprio lavoro e sperato per il futuro delle proprie famiglie.

Purtroppo neanche i tanti artisti che pure hanno solidarizzato con la nostra lotta e che comunque ringraziamo, hanno saputo o potuto inventare qualche dinamica che incidesse sul futuro di noi lavoratori e lavoratrici. In fondo ci siamo, forse sbagliando, sempre considerati parte le vostro mondo: per tanti anni abbiamo lavorato per realizzare l’oggetto che trasportava le emozioni create appunto dagli artisti.

Martedì 4 dicembre è avvenuta la consegna delle lettere di licenziamento in quanto terminata la cassa integrazione straordinaria senza che arrivassero delle proposte in grado di evitare la chiusura totale della Ims (ex Emi Music).

Pur nella disperazione non ci perdiamo d’animo. Lo dobbiamo fare per noi e per le nostre famiglie. Continueremo a pretendere il rispetto degli articoli della Costituzione che parlano della dignità delle persone e del lavoro.
Voi?