lara comiSARONNO – Questa mattina la commissione Mercato interno e Protezione dei consumatori (Imco) del Parlamento europeo ha adottato il testo della nuova direttiva europea sulle concessioni. Una nuova normativa che mira a fissare delle regole comuni tra gli Stati membri e ad avvicinare sempre più le diverse legislazioni presenti nei 27 Stati membri Ue. E che ha escluso i balneari italiani dall’ambito di applicazione. Nelle settimane scorse le associazioni di categoria avevano lanciato un allarme, in quanto vedevano, in questo nuovo provvedimento, penalizzante per gli effetti delle liberalizzazioni, un possibile e ulteriore ostacolo da superare se mai fosse stato applicato anche alle loro concessioni. Il testo dovrà essere adottato dal Parlamento europeo, presumibilmente in febbraio, che lo voterà in plenaria.

“Abbiamo scampato il pericolo di estendere questa nuova normativa anche alle concessioni demaniali marittime italiane – afferma Lara Comi, saronnese, eurodeputato del Pdl e membro della commissione Imco – attraverso una negoziazione politica con il Relatore francese Philip Juvin che si è reso molto disponibile verso la problematica delle spiagge italiane. Il risultato è stato quello di individuare delle definizioni di concessione, l’ambito di applicazione e lo scopo della direttiva in maniera tale da non ricomprendere le concessioni marittime italiane, inserendo inoltre un considerando ad hoc che indica chiaramente la loro esclusione”.

Si tratta di un importante obiettivo che però non risolve completamente il problema delle concessioni italiane. L’articolo 49 del Trattato e la direttiva Bolkestein e la loro applicazione rispetto alle concessioni esistenti restano ancora dei punti su cui deve riaprirsi una trattativa politica al più presto.

“Per queste ragioni – conclude la Comi – per tenere alta l’attenzione, mi sono fatta portavoce di una delegazione di eurodeputati europei, che hanno condiviso con me questa battaglia, nel richiedere al commissario Barnier un incontro quanto prima per verificare tutte le possibilità per tutelare le 30 mila imprese balneari esistenti sul territorio italiano”.

24/01/13