giovani padaniSARONNO – “Più tasse e meno servizi, il caso del tribunale di Saronno è emblematico”: Daniela Restelli, candidata in Regione per la Lega Nord e coordinatrice locale dei Giovani padani, non usa mezzi termini.

“Aumentano a dismisura le tasse e diminuiscono i servizi. Con l’annunciata chiusura del presidio giudiziario di Saronno viene eliminato un servizio vicino al cittadino in nome di un centralismo inefficiente e sprecone. Anche il giudice di pace, anche lui dovrà andarsene da Saronno, è una figura molto importante perché offre la possibilità ai cittadini di risolvere il contenzioso prima di impegolarsi negli infiniti e incerti meandri dei processi giudiziari italiani. Ma questo allo Stato non importa. Anzi, dopo avere strangolato i Comuni con il patto di stabilità, il taglio dei trasferimenti statali, la rapina alla tesoreria comunale e di parte dell’Imu, adesso si ha pure il coraggio di dire ai nostri Comuni “se volete il giudice di pace ve lo pagate”. Ma che fine fanno le nostre tasse?”

Restelli non ha dubbi:”L’unica soluzione è tenerle in Lombardia! Se il 75 per cento delle nostre tasse rimanesse in Lombardia non chiuderemmo quattro dei sei presidi giudiziari della provincia di Varese, costringendo da un lato i cittadini a spostamenti onerosi, in termini economici e di tempo e dall’altro i tribunali alla congestione del lavoro e degli spazi. La vicenda ha anche risvolti preoccupanti sul fronte democratico: il provvedimento è stato preso dal Ministro alla giustizia di un Governo mai eletto e sono state ignorate tutte le istanze provenienti delle istituzioni locali elette e quindi espressione diretta dei cittadini”.

Come ricorda l’esponente del Carroccio,”diversi Comuni del Saronnese avevano approvato nei mesi scorsi una mozione, e anch’io come consigliere comunale di Caronno Pertusella l’avevo sostenuta, che chiedeva di non sopprimere il presidio giudiziario di Saronno, ma di ripensare l’assetto giurisdizionale del Saronnese, quale territorio che va a comprendere Comuni di diverse province. Anche dalla Regione erano giunte perplessità in merito alla decisione governativa, ma il provvedimento è stato imposto al territorio con la massima chiusura dal Governo. Ecco perché occorre realizzare il progetto di maggior autonomia regionale, quello della “Macroregione del Nord”, che dia finalmente più peso e una voce reale agli enti locali, che sono i più vicini ai cittadini”.

02/02/13