SARONNO – “In Cina, ma ormai anche a Milano e in tutti i paesi in cui c’è una comunità cinese, si festeggia il Capodanno lunare e così visto che sono ormai diversi anni che lavoriamo a Saronno e che ci sentiamo parte della comunità abbiamo deciso di far vivere le nostre tradizioni anche qui”. Così Ibuming Wu titolare del ristorante Wu di viale Lombardia presenta l’iniziativa che si terrà domenica 10 febbraio a partire dalle 14,30.

Grazie al ristoratore la città degli amaretti avrà un assaggio dei più tradizionali elementi del Capodanno cinese:”Inizieremo alle 14 – spiega il figlio Marco Wu – quando una ventina di figuranti si ritroveranno nel piazzale davanti al locale. Con costumi variopinti e grandi elementi faranno rivivere un dragone e una tigre. Alle 1430 partirà la sfilata che si concluderà alle 17 dopo aver attraversato l’intera città”. I festeggiamenti riprenderanno in sera con uno spettacolo pirotecnico visibile dal piazzale del ristorante. “Ovviamente visto che nello stesso giorno si apre il carnevale saronnese – conclude Ibuming – abbiamo deciso con inserire il percorso del drago nel calendario di festeggiamenti già in corso in città“.

LA TRADIZIONE (fonte wikipedia)
L’idea è quella di festeggiare il capodanno lunare, noto come capodanno cinese, una delle più importanti festività cinesi. Essendo quello tradizionale cinese un calendario lunisolare, i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio; di conseguenza la data d’inizio del primo mese, e dunque del capodanno, può variare di circa 29 giorni, venendo a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, evento che può avvenire fra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano.

Stando alla mitologia cinese, l’origine della festa viene fatta risalire a un’antica leggenda, secondo la quale nei tempi antichi vivesse in Cina un mostro chiamato Nian (年). Sempre secondo la leggenda, il Nian sarebbe stato solito uscire dalla sua tana una volta ogni 12 mesi per mangiare esseri umani; l’unico modo per sfuggire a questo tributo di sangue era spaventare il Nian, sensibile ai rumori forti e terrorizzato dal colore rosso. Per questo motivo, sempre secondo la leggenda, ogni 12 mesi si è soliti festeggiare l’anno nuovo con canti, strepitii, fuochi d’artificio e con l’uso massiccio del colore rosso. Un’eco di questa leggenda potrebbe essere rimasto nella rituale danza del leone, una tradizione praticata durante le feste nella quale si sfila per le strade inseguendo una maschera da leone, che rappresenterebbe il Nian.

In Cina, patria della pirotecnica, i fuochi d’artificio sono stati un tradizionale festeggiamento del Capodanno fin dai tempi antichi. Gli scoppi colorati e rumorosi sono considerati un modo per scacciare gli spiriti maligni, intimoriti dalle luci e dalla confusione.

La Danza del Leone è una tradizione tipica dei giorni del Capodanno. Consiste in una parata, per le vie delle città e dei villaggi, nei quali un manichino rappresentante un leone marcia e danza al ritmo chiassoso e battente di tamburi e cimbali. È simile alla Danza del Drago, una simile tradizione praticata in diverse occasioni durante vari periodi dell’anno, ma ha un significato diverso: laddove la Danza del Drago celebra e invoca i benigni Draghi cinesi, la Danza del Leone è invece considerata una pratica in grado di scacciare ed esorcizzare i cattivi spiriti e favorire l’arrivo della fortuna nel nuovo anno.