SARONNO – “Francesco I? Un entusiasmante buon pastore”. E’ questo il primo commento di Carlo Mazzola, presidente del Club Don Sturzo sul nuovo pontefice. 

Ecco il testo integrale inviato dal saronnese.

Un mese fa dicevo, metaforicamente, che Giovanni Paolo II aveva arato un terreno drammaticamente arido, grazie al suo vigore, al suo coraggio, viaggiando in ogni angolo del Pianeta. In quel terreno tornato fertile, Benedetto XVI ha potuto gettare i semi, grazie alla sua saggezza, alla sua profonda cultura teologica, alla sua sincera ricerca della verità.

Ora stanno per germogliare le messi e bisogna chiamare genti per raccoglierlo.

Ecco allora un entusiasmante buon pastore: Francesco I. E’ questa la prima impressione che ho avuto. Appena apparso sulla loggia di San Pietro è apparso austero e si è rivolto ai fedeli col solenne “fratelli e sorelle”, poi… un sorriso dolce e quel “buonasera” con cui ha abbattuto lo steccato tra Pontefice e popolazione, come a dire, “coraggio, venite avanti”!

Recentemente ho ribadito più volte, di fronte ai numerosi attacchi alla Chiesa, che questa non sarebbe mai tramontata e sarebbe stata sempre più forte e bella.

Questo cammino, che non è merito dell’uomo ma dello Spirito Santo, questa sera ha un’ulteriore conferma.

Due atti mi anno particolarmente emozionato nel primo discorso del nuovo Pontefice: l’omaggio al suo emerito predecessore ed il raccoglimento in preghiera.

Sono certo che Francesco I sarà un fermo conservatore del deposito della fede e degli approfondimenti che su questo ci ha arricchiti Benedetto XVI. Su questo ci sarà perfetta coerenza.

Credo che Bergoglio potrà portare a compimento quelle riforme tanto desiderate da Ratzinger, come ad esempio una Chiesa “liberata dai fardelli e dai privilegi materiali e politici” (discorso a Friburgo del 25/09/2011), più umile, più unita e scevra da carrierismi (discorso a Roma del 23/02/2012), più attenta ai segni dei nuovi tempi ( si veda “Luce del Mondo”).

Ho notato un altro segno di continuità con Benedetto XVI verso l’ecumenismo. Il Papa emerito aveva tolto dal suo stemma (per la prima volta nella storia) il triregno papale per sostituirlo con una mitria vescovile. Il nuovo Papa, nel suo primo discorso, si è sempre definito come “vescovo di Roma”.

Mi aspetto ora tante novità nel continuare ad annunciare il Vangelo.

Certamente Francesco I avrà uno stile ben diverso dai suoi predecessori, ma sempre coerente nei valori cristiani.

Dal momento che il nostro Club si dedica anche alla cultura politica, come mi ricorda il nostro vicepresidente Alberto Paleardi – anch’egli felice per la scelta del conclave-, non possiamo esimerci dall’esprimere un parere anche su questo aspetto. E’ probabile che con Francesco I, dall’Argentina, ci sarà più attenzione ad un’equa distribuzione delle ricchezze nel mondo. Questo non è solo un richiamo ai principi di fraternità cristiana, ma è pure una necessità sociale ed economica, poiché (come gà spiegato nell’enciclica “Caritas in Veritate”), dall’attuale crisi globale o si cresce tutti insieme o tutti quanti regrediremo. Sul piano politico questo significa che gli odierni Paesi più ricchi e potenti (per il loro stesso bene) dovranno cedere parte di queste loro quote ad altri che stanno emergendo ed emergeranno.

14032013