vincenzo crasto presidente angdpSARONNO – “I tagli del governo agli uffici dei giudici di pace sono stati orizzontali hanno chiuso un terzo delle sedi nazionali senza distinguere tra i rami veramente secchi e invece quelli realtà in cui il servizio funzionate ed è importante per la collettività, come per esempio avviene a Saronno”. E’ questo il commento di Vincenzo Crasto presidente dell’associazione nazionale giudici di pace durante il meeting dell’associazione dei giudici di pace saronnesi che si è tenuta proprio nella città degli amaretti nel fine settimana.

“L’esempio di Saronno è molto calzante – ha continuato – è un ufficio che funziona in cui le cause arrivano ad una fine in tempi celeri, generalmente entro l’anno contro i sette della giustizia ordinaria. Qui i cittadini hanno anche l’opportunità di risolvere piccole diatribe, a partire dalle liti di condominio, ma anche di far valere i propri diritti verso gli enti pubblici come nel caso delle impugnazioni delle multe”. Insomma secondo il presidente dell’associazione che riunisce tutti i giudice di pace italiani chiudere gli uffici sarebbe “un po’ come negare ai cittadini una giustizia vicina, economica e rapida”. “Inoltre – ha ribadito Crasto – ridurre la possibilità di avere una giustizia pubblica porta al rischio che si ricorra a quella privata

“E’ giusto che il territorio, come sta avvenendo a Saronno – riprende il giudice di pace – si attivi per salvare questo servizio ma ci sono anche molti aspetti da considerare con il fatto che tutti i soldi versati dai cittadini al momento di presentazione della domanda vadano comunque allo stato centrale”. E conclude:”Offriamo un servizio che funziona ed invece di tagliarlo indiscriminatamente il nuovo Governo, per il quale abbiamo elaborato una proposta, dovrebbe cercare di riformarlo e valorizzarlo“.

18032013