manzibocedi copiaSARONNO – Paolo Bocedi, presidente dell’associazione Sos Italia Libera rende pubblica la notizia che Frediamo Manzi, imprenditore che lo scorso 5 febbraio  si è datto  fuoco davanti alla sede milanese della Rai è fuori pericolo.

Lo fa con una lunga ed accorata lettera in cui racconta le condizioni in cui ha trovato l’amico e soprattutto fa proprie le richieste dell’uomo che nonostante le ustioni e il dolore continua a pensare alle vittime dell’usura e all’assenza dello Stato che gli fa venire voglia di lasciare l’Italia.

Ecco il testo integrale della missiva firma da Bocedi

Mi presento come portavoce di Frediano Manzi, presidente di Sos racket e usura. Mercoledì scorso alle 15 mi sono recato al reparto grandi ustionati dell’ospedale Niguarda di Milano.

Sono entrato con la mascherina, un camice verde, un cappello ed i copriscarpe . Ho chiesto all’infermiere responsabile, chi era di quelle tre persone Manzi . Dico questo perchè ho veramente fatto una fatica della miseria a riconoscerlo. Manzi è seduto sul letto. Scarnito bendato braccia e gambe e quasi tutto bruciato. Mi riconosce per primo lui e con grande fatica incomincia a parlarmi.
Frediano è irriconoscibile : ha perso 13 denti , ha avuto 17 operazioni, 3 arresti cardiaci ed e’ fuori pericolo solo da 7 giorni.

Frediano mi chiede di informare la stampa . Lui si e’ immolato per dare voce a chi non ha avuto giustizia dallo Stato e per tutte le vittime di usura ed estorsione. Diverse le sue richieste che mi sento di condividere a partire dalla necessità a partirre da una una modifica della legge antiracket : anche chi non ha una partita iva, infatti, dovrebbe poter accedere ai fondi dello Stato se contribuisce all’arresto di usurai o mafiori.

Frediano Manzi mi racconta il giorno il cui è dato fuoco ricordando “le fiamme, il dolore e poi una luce … un corridoio illuminato e una bambina che lo guardava!” E conclude con amarezza:”Quando uscirò, se potrò andro all’estero. Paolo , non ne vale la pena”. Fredisno piange , mi abbraccia con le mani bendate, lo guardo e lo abbraccio anch’io piangendo con lui”. 

 30032013