SARONNO – Il saronnese Luciano Silighini Garagnani ricorda, a quattro anni di distanza, i tragici fatti del terremoto d’Abruzzo: con la sua associazione, la Giovine Italia, fa tra i primi ad accorrere.

“Ricordo la notte tra il 5 ed il 6 aprile del 2009. La notte che ha distrutto le case de L’Aquila ma non il loro cuore. Ero ad Arcore quella sera. Ricordo che Silvio Berlusconi la mattina dopo doveva andare da Putin in Russia per un vertice ma tutto è cambiato. Era il gelo. Ho molti amici originari di quella terra, tra questi Alessia Fabiani e subito le mandai un sms per accertarmi che i suoi familiari stessero bene. La mattina dopo mi mobilitai subito e come presidente nazionale dell’associazione Giovine Italia organizzai da subito i camion per i primi soccorsi. Pannolini, cibarie, vestiti, tutte cose nuove ma soprattutto il cuore di noi volontari.

Le difficoltà per raggiungere l’Abruzzo erano immani. Ore e ore di traffico e all’arrivo si faceva confusione a comprendere se bisogna lasciare i pacchi alla Caritas come chiedevano i loro volontari a gran voce o si potesse arrivare direttamente alla protezione civile. Io mi impuntai, non per poca fiducia nei volontari ma perché sapevo che la Protezione civile coordinata da Bertolaso aveva già un piano di organizzazione dei materiali di prima necessità. Diedi ordine a tutti i miei collaboratori di consegnare solo ed esclusivamente in mano loro ogni prodotto e così fu. Erano ore buie ma il cuore batteva forte perché si sentiva una fratellanza vera, era una di quelle volte in cui ci si sentiva veramente fratelli: fratelli d’Italia”.

060413

5 Commenti

  1. forse trova spazio sui giornali perchè fa e dice cose interessanti, a differenza di tanti altri in città?

  2. o perchè i giornali (o meglio i giornalisti) tali non sono e fotocopiano le veline che arrivano in redazione???

  3. Lui da la voce ai cittadini di Saronno seguendo quello che gli altri politici ignorano. Unico che è vicino a noi

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