Home Cronaca Piazza De Gasperi, Renoldi:”E’ vero il degrado è ormai un problema reale”

Piazza De Gasperi, Renoldi:”E’ vero il degrado è ormai un problema reale”

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antonio renoldiSARONNO – I rifiuti sparsi sulle aiuole e i senza tetto che divaccano a piazza De Gasperi segnalati dai residenti hanno provocato un vivace dibattito in città. Oggi scende in campo anche il presidente dell’associazione commercianti Ascom Antonio Renoldi che conferma l’esistenza del problema proponendo all’Amministrazione di organizzare un incontro per affrontarlo e risolverlo.

Ecco il testo integrale inviato da Renoldi dopo un sopralluogo sul posto.

Alcuni articoli comparsi sulla stampa locale riportano fondati commenti sul degrado urbano in cui versa città di Saronno, con particolare riferimento a piazza de Gasperi ed a piazza Ugo la Malfa.

Constatata l’importanza dell’argomento, che non è possibile in alcun modo glissare o sminuire, e stimolato dal pensiero comune di cittadini e commercianti, il presidente di Ascom Saronno, Antonio Renoldi ha percorso diverse vie interessate dal degrado cittadino, ponendo particolare attenzione alla situazione del pedonale di Saronno, identificato come il Distretto urbano del commercio – centro commerciale naturale.

Il centro storico, fino a poco tempo fa, era considerato un importante polo attrattivo per il commercio, ma era soprattutto una meta per tutta la gente che voleva fare un giro a piedi in un luogo ospitale e gradevole. Era una città viva e piacevole, in cui ci si sentiva liberi di girare in tutta sicurezza. Da diverso tempo a questa parte, le cose sono un po’ cambiate per diversi fattori: anzitutto la crisi economica che preme incessante sui consumi e sui commercianti.  E’ comunque palese, l’effettivo degrado di alcune zone del centro, come la già citata piazza De Gasperi. Questa situazione è il risultato di un percorso in cui sono subentrati diversi fattori di disturbo fra cui sicuramente la comprovata e considerevole presenza di mendicanti, oltre quella di alcuni “personaggi” che sostando in gruppo, destano insicurezza nei passanti. Non tutto però è da imputare a queste persone: molto è riconducibile all’edilizia dismessa, alle condizioni degli spazi pubblici, quali fioriere e isole verdi, alla pulizia di strade e agli accessi alla Ztl. L’elevato numero di negozi sfitti, rimasti tali anche a causa dei canoni di locazione troppo alti da sostenere, non favorisce certamente la qualità della città”. Renoldi aggiunge “Dobbiamo metterci in testa che l’unico modo per rendere il centro di Saronno bello e accogliente, è quello di ripulire e riqualificare, e con qualsiasi mezzo, le vie della zona a traffico limitato. Tutti devono collaborare insieme per raggiungere questo fine: dall’Amministrazione comunale per la cura e pulizia degli spazi comuni, alle forze dell’ordine per garantire la sicurezza, ai commercianti e cittadini che devono animare la città”. A tale proposito, il presidente di Ascom, lancia una proposta concreta per valorizzare queste zone: “Perché non collocare una manifestazione importante in queste piazze, così da animarle, aprendo ai passanti una “cerniera” tra via San Cristoforo e corso Italia?”.

Constatata tale situazione e con l’intento di migliorare le condizioni del centro di Saronno, Ascom si è già attivata chiedendo all’Amministrazione comunale un incontro così da pianificare degli interventi paralleli e coordinati per un piano di rilancio del commercio, e della città nel senso più generale. Saranno consultati l’assessore al Commercio, Mario Santo e l’assessore alla Prevenzione e Sicurezza, Giuseppe Nigro.

Da non trascurare in questo intento sarà, la cabina di regia del Tavolo tecnico operativo del Distretto urbano del commercio, che già da diversi anni di occupa delle problematiche strettamente legate al territorio e che proprio in questo periodo sta affrontando questo tema.

Successivamente agli incontri con l’Amministrazione comunale, che ha già dato immediata disponibilità, saranno convocate delle Assemblee in cui verranno invitati a partecipare tutti gli associati, così da relazionare quanto è stato discusso.

Questa politica di confronto con le Amministrazioni comunali, rientra in un percorso di più ampio respiro, da tempo attivato da Ascom. Infatti, dal mese di ,marzo sono stati visitati tutti i comuni di competenza dell’associazione di categoria intavolando con i rispettivi assessori e sindaci un rapporto di reciproca collaborazione e confronto, ponendo come obiettivo comune il rilancio del commercio locale e la condivisione di percorsi politico-amministrativi che coinvolgono da vicino gli esercenti. Sinora, vi sono stati molti riscontri positivi da parte delle Amministrazioni comunali: “Un chiaro sintomo che anche i comuni con i loro amministratori, si rendono ben conto della difficile posizione in cui versa il commerciante di oggi” conclude Renoldi.

4 Commenti

  1. Onestamente:
    da donna posso dire con certezza che, sia io che numerose mie amiche, abbiamo paura a girare per Saronno senza la compagnia di uomini al nostro fianco.
    Non è una questione di degrado, di rifiuti, di aree verdi malcurate: potete tirare a lucido il centro quanto volete, potete passare la cera e profumarlo di violetta, resta il fatto che interi gruppi di extracomunitari hanno il controllo e noi donne siamo vittime di costanti moleste attenzioni, sia verbali che fisiche.

    Abbiamo paura quando scendiamo dai treni e dobbiamo andare a prendere la macchina all’autosilo; abbiamo paura a percorrere la strada dalla stazione al teatro Giuditta Pasta; abbiamo paura in tutto il corso Italia, in piazza De Gasperi ecc….ecc….

    Lavoro a Milano e arrivo in stazione alle 19:00 e chiedo sempre a qualche viaggiatore se cortesemente può accompagnarmi per qualche tratto fin fuori dalla zona della stazione perchè sono già stata inseguita, molestata, presa a male parole…..

    Ho letto altri commenti riguardo a chi sosteneva che i vagabondi ubriaconi che “invadono” Saronno non sono solo stranieri.
    Beh, apriamo gli occhi e smettiamola col buonismo: io ogni giorno vedo solo gruppi di persone che di italiano non hanno proprio nulla!

    Non ci credete?
    Aspettatemi in stazione ogni sera e sarò felice di percorrere con voi il tragitto fino a casa mia. Poi ne riparliamo.
    Un tempo era la notte l’ora in cui guardarsi le spalle, adesso anche in pieno pomeriggio non mi sento sicura.

    Io sono Paola e scrivo a nome mio e di altre 21 donne e ragazze saronnesi, amiche e compagne giornaliere di viaggio.
    Giriamo con lo spray al peperoncino nella borsa, gli occhi bassi e le orecchie tese.

    • Cara Paola …adesso mi aspetto che l’assessore alla sicurezza Nigro smentisca categoricamente quanto da te (mi prendo la confidenza di darti del tu) scritto e lamentato anche per bocca delle tue amiche, così come ha più volte fatto in passato anche per altre occasioni (vedasi una su tutte quella degli abusivi nel parcheggio dell’ospedale). Qui vorrei solo, da appartenente al genere maschile, confermare le tue parole cariche di paura, che pervade anche me quando sono costretto a rincasare a piedi e da solo e sotto i portici di corso italia sono costretto a cambiare strada non appena intravvedo un gruppetto di extracomunitari presi da fumi dell’alcool: non si sa mai che potrebbe accadere! …e se mi guardo in giro e cerco conforto nella presenza di qualcuno che possa eventualmente intervenire in caso di mal parata, sai, cara Paola …non ho mai trovato nessuno! Spiace concludere: ma anche io a Saronno, come te, non mi sento sicuro……

  2. Per me va bene. Dimmi un giorno di settimana prossima da martedì in avanti e ti accompagno volentieri.

  3. Io credo che il problema sia reale e molto, molto complesso. Renoldi, nel suo intervento, lo inquadra secondo me in maniera obiettiva.

    Ora, che sia “ereditato” è vero. Che la crisi l’abbia peggiorato è vero. Che le politiche riguardo all’immigrazione non diano tutti gli strumenti per gestire queste situazioni è vero.

    Ciò non toglie che vada affrontato seriamente e possibilmente risolto.

    Forse varrebbe davvero la pena di ripensare alcune regole della ZTL e trovare un modo di calmierare gli affitti nelle zone critiche, in modo da attirare passaggio e attività, che poi è l’unico modo per dare vita e sicurezza alle città.

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