SARONNO – “La battaglia per il mantenimento dell’ufficio del giudice di pace a Saronno è cosa buona e giusta”: lo scrive il sindaco emerito, Pierluigi Gilli, sul proprio blog.

Gilli vs Porro

“Non vi è alcuna motivazione campanilistica, ma solo la consapevolezza che la presenza di un presidio giurisdizionale in città, seppure limitato ad una competenza non poi così “minore” in sede civile e penale, sia essenziale per il servizio di enorme utilità che svolge in una zona densamente popolata a beneficio dei cittadini – fa notare Gilli – Non è indifferente che anche il giudice di pace se ne vada a Busto Arsizio. Sarà pur vero che questa città è vicina; tuttavia, bisognerebbe andarci di proposito, con notevole dispendio di tempo e di energie, per avere un servizio affollato, difficile e mischiato a quello di altre grosse realtà, come appunto Busto Arsizio, Gallarate, Legnano e Rho, con un inevitabile aumento di costi. Per questo, con il gruppo consiliare di Unione italiana, mi unisco all’accorato appello del giudice di pace coordinatore, Erminio Venuto, e del sindaco di Saronno Luciano Porro che supportato dall’intiero consiglio comunale ha invitato i tutti i sindaci del già mandamento ad accollarsi le contenute spese per conservare in Saronno questo “tribunalino”: sarebbe un modesto sacrificio per le casse dei Comuni, che in cambio darebbero effettiva prova di essere sensibili alle necessità vive e concrete dei propri amministrati e di saper interpretare, in modo pratico, quell’aspirazione all’autonomia delle comunità così spesso invocata”.

Conclude Gilli:”I cittadini si attendono una risposta fattiva; non c’è nulla di politico, è un’occasione irripetibile perché i sindaci assumano insieme un’iniziativa importante ed autenticamente popolare; sono certo che nessuno si vorrà sottrarre”.

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