SARONNO – “L’etilometro non è uno strumento che viene usato solo con intento punitivo serve innanzittutto per ricordare agli automobilisti che mettersi al volante dopo aver bevuto è pericoloso per se stessi e per gli altri”. E’ questo il punto focale dell’intervento del capitano della compagnia dei carabinieri cittadina Giuseppe Regina che sabato mattina è stato tra i relatori del convegno organizzato al collegio Castelli dal titolo “Dal nettare degli dei… all’alcolismo: il vino e il suo vizio”.

“In questo ambito la nostra azione è soprattutto preventiva – ha infatti spiegato il numero uno dei militari saronnesi – l’obiettivo dei controlli è che i ragazzi che sono quelli che vengono fermati più spesso in stato di ebbrezza capiscano che non devono mettersi al volante se hanno bevuto. Per questo i controlli vengono fatti spesso nelle adiacenze dei locali per evitare proprio che i conducenti salgano in auto se hanno alzato il gomito”. Una cultura della sicurezza che sta iniziando ad attecchire se si considera che le infrazioni sono calate dal 2010 ad oggi e che spesso sono gli stessi ragazzi a chiedere ai militari di sottoporsi al test prima di mettersi in auto.

“Non mancano i casi limite in senso negativo – ha raccontato Regina – con persone che sono talmente ubriache che quando sono davanti all’etilometro non riescono nemmeno a soffiare”. Proprio per dimostrare il funzionamento dello strumento principe per la prevenzione sulle strade il capitano ha chiesto la collaborazione di tre studenti che si sono sottoposti al test con l’aiuto del comandante del Nucleo operativo e radiomobile Nicola Muscettola.

24042013