SARONNO – “Non abbiamo portato bandiere o simboli perchè abbiamo pensato a questo momento come un raccoglimento personale di preghiera nel ricordo di chi ha combattuto per un’Italia libera dal comunismo”. Sono le parole di Luciano Silighini Garagnani, numero uno cittadino di Fratelli d’Italia, che stamattina ha partecipato alla messa delle 9 in Santuario.

“In una giornata come questa bisogna ricordare – continua il vulcanico produttore televisivo – tutti coloro che hanno dato la vita per la Patria che hanno combattuto contro l’occupazione delle Germania nazista ma anche come il sogno dell’Urss che voleva l’Italia come prestigioso sblocco sul mar Mediterraneo”. Silighini mostra anche un articolo degli ultimi anni di guerra dell'”Eco dei lavoratori” in cui “incitava ad imprigionare anche le persone innocenti”.

“Credo che oggi – conclude il saronnese – sia ora di una nuova liberazione da falce e martello, da quelle bandiere rosse macchiate di sangue che molti sventolano senza capire i morti e le sofferenze che hanno provocato”.

Davanti al Santuario già alle 8,30 un massiccio spiegamento di forze dell’ordine con un auto e un blindato della polizia di Stato.

25042013