SARONNO – Nuova iniziativa di sensibilizzazione degli attivisti di Campo Base che ancora una volta hanno usato le strade cittadine per “comunicare e commemorare” con uno striscione.

L’ultimo blitz risale alla notte tra giovedì 25 aprile e venerdì 26 aprile quando nottetempo è stato affisso in via Biffi sulla cancellata della Club house uno striscione bianco con la scritta in spray nero e rosso “Sergio vive nella lotta” ed una bandiera simbolo dei giovani del Fronte della Gioventù degli anni Settanta.

Al mattino i primi residenti del quartiere e i frequentatori della Club House hanno trovato anche alcuni volantini. Ecco il testo riportato.

Nella notte del 26 aprile i militanti saronnesi di Campo Base, anche quest’anno, hanno voluto ricordare la figura di Sergio Ramelli. Affiggendo uno striscione con la scritta ” Sergio vive nella Lotta” ed una bandiera simbolo dei giovani del Fronte della Gioventu’ degli anni ’70 (organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano) .
Sergio Ramelli all’epoca del fatto diciottenne vittima di un brutale assassinio politico avvenuto nel 1975 a opera di militanti della sinistra extraparlamentare. Fu assalito da un gruppo di persone armate, si seppe in seguito, di chiavi inglesi e colpito ripetutamente al capo; a seguito dei colpi ricevuti perse i sensi e fu lasciato esangue al suolo. La morte sopraggiunse a troncare ogni speranza 48 giorni dopo l’aggressione, il 29 aprile 1975.
I militanti saronnesi di Campo Base vogliono così ricordare Sergio e con lui tutti i ragazzi di destra colpiti a morte dalla violenza rossa, nell’auspicio che mai più si debba morire assassinati per difendere le proprie idee.

 

Gli attivisti hanno già realizzato diverse iniziative in città: recentemente i tre striscioni e mazzi di fiori tricolori per ricordare i caduti delle Foibe e in passato iniziative di solidarietà per i marò italiani prigionieri in India.

27042013

2 Commenti

  1. Con tutto il rispetto, non capisco perchè lo striscione non se lo sono appesi a casa loro invece di appenderlo su una proprietà privata altrui.
    Non credo che un comportamento abusivo come questo renda onore ai morti.

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