SARONNO – Oggi primo maggio, la Festa del Lavoro, il Saronno ha scelto di proporvi una home page “a tema” con storie, sempre saronnesi, ma che raccontano il mondo del lavoro attuale. Abbiamo iniziato stamattina con una bella storia quella di Roberto Gatti cinquantenne saronnese il più giovane varesino che oggi ha ottenuto la Stella al merito del lavoro, prestigiosa onoreficenza del Ministero del Lavoro. 

La giornata è proseguita con un nuovo capitolo della storia degli operai dell’Ims, l’azienda di Caronno Pertusella specializzata nella produzione di cd e dvd che hanno ottenuto 377 mila euro per la dote lavoro. Una buona notizia senz’altro ma che non lenisce l’amarezza di chi per una vita ha lavorato in una realtà produttiva d’eccellenza che è fallita per errori gestionali e che nemmeno un anno di lotta e di sensibilizzazione di grandi star e case di produzione ha potuto o voluto salvare. 

L’ultima storia è la più amara è lo sfogo di Dino Gallo un ragazzo molto conosciuto in città per il suo impegno al quartiere Matteotti nella società di calcio rionale e per aver essere il Re del Carnevale cittadino che si è trovato recentemente senza lavoro e con tantissimi problemi burocratici da affrontare. 

Abbiamo lasciato la storia di Dino per ultima perchè speriamo che da domani mattina, quando la festa sarà finita, si inizi proprio da qui, dalla necessità di trovare una soluzione ai problemi che rendono il lavoro il sogno irragingibile di tante persone. 

 

“Non è solo la precarietà ad amareggiare noi giovani a caccia di un lavoro con cui costruirci un futuro ma anche il costantare che questa ricerca è reso più ardua non solo dalla crisi ma anche da una burocrazia che rendere impossibile far valere i propri diritti e lede prima di tutto la nostra dignità”.

dino gallo2Inizia così lo sfogo di Dino Gallo che per raccontare gli ultimi mesi della sua travagliata carriera professionale estrae decine di fogli e documenti. Ci sono lettere di enti pubblici, risposte di avvocati, raccomante e carte bollate che una volta estratte e stese sul tavolo lasciano senza parole persino lui.

“Lavorare dovrebbe essere semplice: ti alzi al mattino, fai il tuo dovere per il quale sarai pagato e poi torni a casa. In realtà in questi anni niente è stato semplice”. Così il saronnese inizia a raccontare la sua storia da quando nel 2008 è emigrato in Sardegna rispondendo ad un annuncio di lavoro:”Avrei dovuto fare l’autista di ambulanze per 1200 euro al mese iscrivendomi ad una cooperativa. Ho pagato 4 mila euro di quota associativa, ho iniziato a lavorare e dopo un solo stipendio hanno smesso di pagarmi. Li ho sollecitati a fare chiarezza e per tutta risposta ho avuto una lettera di richiamo. Poi la società è sparita ci sono state le indagini della Guardia di Finanza, tante denunce e articoli di giornale ma io non ho ancora visto i miei soldi. Anzi visto che sono spariti nel nulla ho avuto solo poche settimane i rimborsi Inail per un infortunio di cui ero stato vittima mentre lavoravo in Sardegna”.

L’errata gestione dei contribuiti inoltre ha provocato problemi al saronnese anche negli anni successivi:”Non essendo in regola non mi hanno assegnato l’indennità di disoccupazione e anche qui ci sono stati mesi di incontri, mail, lettere, raccomandante con Inps”. Dino Gallo aveva trovato infine un lavoro come servizio d’ordine in un grande magazzino del Saronnese:”Prendevo davvero poco ma quando meno riuscivo a pagarmi la benzina e le spese di casa”. Questo fino al gennaio scorso quando si è fratturato tre costole cadendo al motorino: “Sono andato dall’Inail per farmi riconoscere l’infortunio perchè stato tornando dal lavoro ed ho finito per ritrovarmi a scrivere e compilare moduli per delle settimane. Prima il problema era la differenza da residenza e domicilio, poi il fatto che come testimone avessi indicato solo mia mamma (anche se erano passati anche i vigili) e poi alla fine non mi è stato riconosciuto l’infortunio perchè al momento in cui sono caduto non ero sul percorso più breve (in realtà era orario di punta e quindi avevo scelto una strada alternativa ma solo per evitare il traffico”.

Questo però è stato solo parte del problema: “Durante la mia convalescenza al lavoro mi hanno sostituito e quando ero pronto per rientrare mi hanno assegnato ad un altro punto vendita che però non potevo raggiungere perchè non avevo più la possibilità di spostarmi quotidianamente. Ho spiegato il mio problema al datore di lavoro e per tutta risposta ho ottenuto un richiamo e qualche settimana dopo il licenziamento”. Nelle parole di Dino Gallo c’è tanta amarezza ma anche tanta voglia di riscatto:”Credo che andrò all’estero e tornerò ai lavori stagionali. Ero tornato a Saronno, dopo la morte di mio padre per tornare a vivere la mia città ma per vivere serve un lavoro ed una sicurezza che qui evidentemente non si riesce a trovare”.

Sara Giudici

01052013

3 Commenti

  1. Di storie come quella del simpatico ed eclettico Dino ce ne sono troppe 🙁
    In bocca al lupo carissimo!

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